Le idee che rendono liberi

“Le grandi idee arrivano nel mondo con la dolcezza delle colombe”. A. Camus

Le idee sono come tasselli colorati che si intersecano, formando le diverse culture delle persone e dei popoli. Le correnti di pensiero, come le correnti marine che levigano la roccia, trasformato anche ciò che sembrava immutabile: in ogni epoca le idee hanno portato innovazione in tutti gli ambiti, contribuendo all’evoluzione dell’umanità.

Volendo trovare un epicentro immaginario al pensiero umano, viene in mente una città antichissima, nel cuore del Mediterraneo, Atene. È lì, infatti, che viene fatta risalire la nascita della filosofia, dal greco philosophíêa, amore del sapere. Gli antichi ateniesi hanno costruito tutta la loro civiltà mettendo al centro l’umano e il suo pensiero. La celebrazione delle idee e la ricerca di una verità che spiegasse l’origine e il perché delle cose ha animato la vita dell’antica Atene. Ogni monumento e ogni scultura celebrano quella ricerca interiore, che si è tradotta in parole e immagini, che si sono trasmesse fino ai nostri tempi.

Ancora oggi, a distanza di secoli, passeggiando per le strade antiche di Atene si respira quell’attenzione all’umano, alle sue idee e alle sue aspirazioni, che trovava la sua espressione nella celebrazione delle divinità. La bellezza era musa del pensare e dell’agire. L’uomo era amico della conoscenza e il sapere veniva divulgato. L’oratore si metteva al centro di teatri e anfiteatri in modo che tutti sentissero e la conoscenza si condividesse. L’acropoli, l’agorà, i vari templi e i musei continuano a tramandare una grandezza e una profondità che ha saputo resistere nei secoli. Tutto ciò avveniva prima ancora della diffusione della stampa e della rete.

Oggi che viviamo in un’epoca in cui si è diffusa la bulimia informatica, in cui le idee, la parola scritta, le voci e le immagini viaggiano velocemente, abbattendo il muro dello spazio e del tempo, siamo paradossalmente di fronte a un cortocircuito del pensiero. All’umano si sostituiscono algoritmi, al contatto si sostituiscono interazioni fredde, alla condivisione subentra l’esclusione. Nella stessa Atene questo scontro tra un passato dove le idee e l’elevazione spirituale erano centrali e una modernità piegata dall’ansia del bisogno imminente hanno modificato l’atteggiamento delle persone e l’estetica stessa della città.  Ci si concentra sulle necessità materiali e si parla di crisi in assenza di un certo livello di benessere, ma si trascura la povertà di pensiero e di spirito. Alla sete del sapere e della scoperta si è sostituita la sete dell’avere. Ai luoghi della conoscenza e dello spirito si preferiscono i luoghi dove ci si esprime grazie al potere d’acquisto. Al “Cogito ergo sum” di Cartesio si sostituisce il possesso come affermazione del sé. Quando il possesso è limitato, l’uomo sente limitate le sue stesse potenzialità.

La riconquista del pensiero come atto dell’essere è la vera chiave di volta di quest’epoca. Il pensiero che rende liberi e che dà il potere di indagare, esprimere contrarietà o consenso, partecipare alla res-pubblica. Il pensiero che rende vigili e critici, che permette di essere attivi e reattivi. Il pensiero è la miglior difesa contro il crollo dei valori e la globalizzazione delle idee. È dal pensiero e dai luoghi dove il pensiero si celebra che può rinascere una nuova filosofia di vita, che ridia dignità all’uomo e alla sua inventiva. 


Autore: Asmae Dachan è giornalista freelance e scrittrice, esperta di Medio Oriente, migrazioni e diritti umani, responsabile Ufficio Stampa della Fondazione Lavoroperlapersona, ambasciatrice di Pace dell’Università della Svizzera per la Pace.

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