Le Merlettaie di Aldo Sergiacomi
Una storia ancora in progress ricca di sorprese e domande


L'INIZIO

«Buongiorno, scrivo questa email perché sono il proprietario delle 3 statue in bronzo di Aldo Sergiacomi, che sono probabilmente l'ultimo studio a grandezza naturale del gruppo statuario del Monumento di Merlettaia. Potete vedere le foto nell'allegato. Dal momento che abbiamo altri obiettivi con il nostro nuovo castello, vogliamo vendere le statue. Sei interessato o conosci qualcuno che potrebbe essere interessato? Grazie in anticipo, Frank uit het Broek».

Apprendiamo da questa mail di Frank Uit Het Broek, inviata a info@lavoroperlapersona.it, dell’esistenza di un altro gruppo bronzeo Le Merlettaie. Era il 30 settembre 2022. I contenuti del messaggio, corredato da alcune foto, sembravano documentare, senza alcun dubbio, l’effettiva paternità dell’opera di Aldo Sergiacomi. Giorgio Tintino, program manager della fondazione, gira con grande sorpresa questa corrispondenza al presidente, Gabriele Gabrielli, chiedendo se qualcuno ne conoscesse l’esistenza e l’ubicazione. Ma nessuno ne era a conoscenza, nemmeno Giancarlo Premici, amico dello scultore che spesso accompagnava a Milano presso la Fonderia Artistica Battaglia. Veronica, Sonia, Francesca e Paride, collaboratori della fondazione, non ne trovano traccia neanche nell’archivio del Museo Aldo Sergiacomi.

La curiosità cresceva, anche perché le foto attestavano che questo gruppo bronzeo era stato realizzato alcuni anni prima del monumento Le Merlettaie di Offida, quest’ultimo inaugurato nella cittadina picena nel 1983 alla presenza di numerose persone. «Erano anni che non vedevamo tanta gente partecipare a una manifestazione civile», questo il commento del cronista Serafino Camilli affidato alla pagina di Fermo e San Benedetto del Tronto de Il Resto del Carlino del Carlino del 16 giugno. Bisognava organizzare un incontro, allora, per conoscere da vicino l’opera e ascoltare dai suoi attuali proprietari la storia e la provenienza, anche per essere certi della sua autenticità.

Il 4 ottobre successivo il presidente della fondazione risponde così alla mail di Frank Uit Het Broek: «Buona sera, grazie per questa mail. Sono il presidente della Fondazione Lavoroperlapersona che ha in gestione i Laboratori Didattici Museo Aldo Sergiacomi in Offida (AP). Abbiamo fatto una ricerca nel nostro archivio ma non abbiamo trovato riferimenti nelle carte dell’artista di un altro gruppo statuario Le Merlettaie. Se è d’accordo, anche per poter valutare quanto ci scrive, ci piacerebbe approfondire la storia di quest’opera e organizzare senza fretta un incontro a Assisi se l’opera, come ci pare di capire, si trova in questa città».

 

LE MERLETTAIE NEL CASTELLO DI SANTA TECLA DI ASSISI

Non è stato facilissimo trovarlo, ma alla fine il presidente della Fondazione, accompagnato dalla moglie Marina e dai cognati Giancarlo Premici e Maria Gabrielli, sono arrivati il 27 dicembre 2022 al Castello di Santa Tecla, poco fuori la città di Assisi. La sorpresa di vederle da lontano addossate allo storico edificio, mentre si percorreva il viale di ingresso, è stata grande. «Le Merlettaie di Offida sono anche ad Assisi! Com’è possibile?». Conosciamo così i due proprietari, Franciscus Uit Het Broek (Frank) e Sebastiaan Bierings, imprenditori olandesi, che ci dicono di aver acquistato il Castello nel 2021 dal precedente proprietario, il signor Silvio Graziani di Torino. Ci raccontano che pur apprezzando l’opera di Sergiacomi, lo stile e il soggetto della stessa non erano coerenti con il progetto di risistemazione del Castello che stavano portando avanti. Aggiungono, mentre si conversava davanti Le Merlettaie osservandole da vicino, che a loro farebbe piacere se l’opera fosse acquistata non per scopi commerciali, ma per valorizzarla insieme alla storia e ai lavori di Sergiacomi a Offida. Proprio perhé mossi da questa idea, dopo qualche ricerca effettuata su internet, avevano scoperto l’esistenza del Museo Aldo Sergiacomi e della Fondazione Lavoroperlapersona. Sarebbe loro dispiaciuto infatti se Le Merlettaie finissero nelle mani di soggetti interessati non all’opera in sè ma ai suoi materiali, quindi intenzionati a fonderla per ricavarne le componenti di valore e venderle, facendo chiaramente intendere così che c’era qualcuno che si era fatto avanti perché interessato proprio a questo. Ma facciamo un passo indietro per capire quando Le Merlettaie vedono la luce e come siano finite ad Assisi, presso il Castello di Santa Tecla.

A ricostruire la vicenda ci aiutano naturalmente i due proprietari olandesi mettendoci a parte di quello che il precedente proprietario aveva raccontato loro. Ebbene scopriamo che il signor Silvio Graziani, con antenati ebanisti e grande appassionato del lavoro con il legno – tanto da realizzare lui stesso buona parte dei manufatti del Castello come soffitti, pavimenti e alcuni mobili – aveva conosciuto Aldo Sergiacomi  «durante le vacanze». Nel Castello Graziani ha trascorso gli anni migliori della sua vita e quando ha conosciuto i due imprenditori olandesi è stato anche per questo contento del loro innamoramento per questa proprietà. Il signor Graziani aveva collocato Le Merlettaie in un grande salone al piano terra del castello, dove sono rimaste fino a quando i nuovi proprietari hanno deciso di sistemarle fuori dall’edificio storico nella collocazione in cui sono state trovate a dicembre 2022.

Durante la visita si è potuto verificare che le tre statue di bronzo sono state realizzate presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano, ma in tempi differenti. La piccola merlettaia infatti è datata 1975, come si legge sul suo tombolo (lu capzzal), mentre la giovane donna e l’anziana merlettaia hanno incisa la data del 1977 nelle sedute dove sono poste (si legge: «modellò Aldo Sergiacomi Offida AP fuse Battaglia Milano 1977»). Questa scritta in verità non la troviamo nell’opera della piccola merlettaia, probabilmente per il poco spazio a disposizione, anche perché priva della seduta nella quale normalmente vengono apposte tali incisioni. La visita al Castello di Santa Tecla si chiude con l’impegno reciproco di Gabriele Gabrielli e dei due imprenditori olandesi a lavorare per verificare, nelle successive settimane, la possibilità di costruire le condizioni perché Le Merlettaie potessero trovare la strada del ritorno, se così si può dire, a Offida e un posto degno per accoglierle.

«La sola idea che il gruppo di statue possa essere distrutto, infatti» – scriveva Gabriele Gabrielli, nei giorni successivi alla visita ai proprietari, sottolineando le motivazioni culturali ed affettive alla base dell’interesse all’acquisto – «ferisce la nostra sensibilità e la memoria di Aldo, sia come persona sia come artista, seppur conosciuto e apprezzato solo a livello locale. In questi giorni, abbiamo meglio visualizzato lo spazio nel quale eventualmente collocare l’opera […] per accoglierla e valorizzarla adeguatamente nel contesto ricordato, anche descrivendone opportunamente la provenienza e la sua peregrinazione». Così, il 10 gennaio 2023 Gabriele Gabrielli comunica a Frank e Sebastiaan di accettare la proposta di acquisto del gruppo bronzeo dello scultore Aldo Sergiacomi avanzata dai proprietari, aggiungendo nella mail questo commento: «[…] sono contento di poter realizzare il piano che ho condiviso con lei e Sebastian e riportare l’opera nel luogo e nei locali dove lo scultore ha lavorato e che spero poi veniate a visitare».

 

IL VIAGGIO DI RITORNO E LA SISTEMAZIONE

Chiusa la compravendita, si organizza il recupero de Le Merlettaie e il loro trasporto a Offida. L’appuntamento viene calendarizzato per domenica mattina 22 gennaio Vincenzo Aleandri e Giancarlo Premici arrivano al Castello di Santa Tecla di Assisi a bordo di un autocarro con gru preso a noleggio, ad aspettarli ci sono il presidente della Fondazione Lavoroperlapersona e sua moglie giunti invece da Roma. Anche con l’aiuto di Frank e Sebastiaan le statue vengono caricate e sistemate con perizia per affrontare il viaggio di ritorno.

Nel tardo pomeriggio della domenica Le Merlettaie arrivano così a Offida dove trovano ricovero temporaneo presso un capannone di Vincenzo a Borgo Miriam, in attesa della definizione del progetto di allocazione dell’opera nel chiostro all’ingresso della Fondazione Lavoroperlapersona di via Fabiani 24 dove Sergiacomi amava lavorare. Il successivo 24 aprile il gruppo bronzeo, grazie all’aiuto di alcuni amici ingaggiati da Vincenzo (Alberto e Tiziano Aleandri, Ottavio Ottavi ed Emanuele Citeroni), viene trasportato con una certa difficoltà e fatica all’interno della fondazione per trovarvi una sistemazione in verità ancora provvisoria, in attesa della costruzione della seduta in mattoni destinata ad accogliere la piccola merlettaia che nel frattempo veniva appoggiata a terra. La tappa successiva è quella del 3 giugno quando Eusebio Baiocchi costruisce la seduta in mattoni dove viene appoggiata la piccola merlettaia. Le tre statue vengono posizionate coerentemente al disegno originario dello scultore, secondo alcune testimonianze raccolte, ossia con la piccola merlettaia posta nel mezzo tra la giovane donna e la più anziana merlettaia, quest’ultima colta mentre getta il suo sguardo vigile sul lavoro della piccola quasi per visionarne la correttezza della esecuzione. Finalmente Le Merlettaie, progettate e modellate da Aldo Sergiacomi, respirano l’aria di casa, impreziosendo i luoghi dove lo scultore le ha ideate e arricchendo le altre opere che sono valorizzate nelle stanze dei Laboratori didattici “Museo Aldo Sergiacomi”. Ora possono essere anche ammirate di notte, grazie al sistema di illuminazione installato il 5 luglio 2023 da Pierpaolo Massa.


Allora benvenute a casa, «prime» Merlettaie! Ma la ricerca continua…


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