IL VALORE DEL LAVORO IN CARCERE: ACCOGLIERE OLTRE LE SBARRE

 Nell’appuntamento di venerdì 28 ottobre con Spazio EllePì abbiamo approfondito il tema del lavoro in carcereda sempre nel cuore della riflessione della Fondazione Lavoroperlapersona, in quanto banco di prova reale e tangibile dei suoi valori. Il lavoro, infatti, è una risorsa straordinaria per includere e per accogliere la persona, strumento che regala dignità e, insieme, la concreta possibilità di riscoprirsi e darsi progettualità esistenziale, professionale e imprenditoriale. Il carcere, infatti, non può essere esclusivamente pensato come spazio in cui si consuma la sterile punizione del colpevole, ma deve trasformarsi in un luogo in cui costruire modalità che, attraverso un uso più diffuso di misure alternative e integrative, consentano il reinserimento sociale dei detenuti valorizzando le loro capacità.

In primo luogo, si deve registrare come il lavoro in carcere, produce un significato calo dell’indice di recidiva: dal 68% al 19%.

Ciò dimostra come il lavoro in carcere abbassi i costi sociali, contribuendo alla crescita del Paese in termini di legalità, risparmio e competitività. Ma, oltre ad essere una risorsa e non un costo, il lavoro in carcere permette di riconoscere dignità e rispetto al colpevole, di accoglierlo come persona e non come elemento residuale e ingombrante della società.

Gli esclusi, spesso, si trovano nella condizione di dover affrontare una strada tortuosa, che dal rifiuto dovrebbe portare al reintegro in una società che spesso non è in grado di dare alternative. Si tratta, dunque, di valorizzare il loro lavoro nella prospettiva di un’economia inclusiva, capace di dare fiducia al futuro e alle persone.

Nello Spazio EllePì del 28 ottobre siamo quindi tornati a parlare dell’intreccio positivo tra lavoro in carcere e dignità della persona, sia attraverso una riflessione a tutto campo sul senso e le modalità della carcerazione, sia ascoltando la testimonianza di chi ha costruito nuove possibilità di vita e di lavoro per i detenuti.

Sono intervenuti:

STEFANO ANASTASIA 

Ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto presso l’Università di Perugia
Garante dei detenuti della Regione Umbria e Lazio

GIUSEPPE PADOVANI 

Presidente e Amministratore Unico della Cooperativa Sociale Maggiociondolo
Presidente e Fondatore dell’Associazione Culturale Avanguardia

 

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