Blog EllePì – Una rara Summer School: la mia esperienza

di Anna Zoli

anna-zoliHo avuto la fortuna personale ed il privilegio accademico di partecipare alla Summer School 2013 organizzata dalla Fondazione Lavoroperlapersona, nella storica città di Offida. Non conoscevo la Fondazione, né gran parte dei colleghi che hanno partecipato. Anche il tema della fiducia, così ricorrente negli studi, non avevo avuto modo di esplorarlo, soprattutto in un’ottica interdisciplinare. L’esperienza della Summer School, in forma residenziale, è stata molto bella per vivere pienamente le relazioni con gli altri studenti e con i docenti. Mi sono trovata molto bene, le persone erano molto disponibili, aperte e accoglienti. Il luogo dove si svolgevano i lavori, cioè la sede della Fondazione, era magnifico, con spazi ideali per lavorare in piccoli gruppi ed in plenaria, sempre in un’atmosfera di serenità. Anche l’albergo e il ristorante, stupendi, dimostrano l’importanza e la cura che la Fondazione ha riposto nell’organizzare la scuola per i partecipanti.

Affrontare una settimana di dialogo e confronto intenso in queste condizioni, agevola e stimola una partecipazione personale che supera il mero contributo intellettuale, diventando emotiva, quasi fisica. Erano previsti anche due tutor, Luca e Silvia, che sono stati fondamentali nel guidare democraticamente il gruppo e nel facilitare gli scambi con i vari docenti. E’ stato altresì molto piacevole e importante la presenza costante del presidente della Fondazione, Gabriele Gabrielli, persona disponibile e brillante che ci ha accompagnato tutta la settimana e ci ha trasmesso il suo impegno per il lavoro come espressione della persona, nel nostro caso per la ricerca come espressione dei nostri studi. I partecipanti, provenienti da diversi atenei e da svariate discipline (economia, psicologia sociale, filosofia, formazione, ecc.), sono stati la linfa vitale di questa esperienza. Ascoltare come si possa recepire ed elaborare un concetto profondo come quello di fiducia apre percorsi di riflessione impensabili e discuterne insieme è stata una sfida incredibilmente arricchente, anche laddove si generavano interminabili controversie dovute ai paradigmi diversi delle singole discipline. Proprio questo confronto è stato, a mio avviso, il pregio, il gusto e il successo della Summer School.

Il tema della fiducia è stato fondamentale per la mia tesi di dottorato; ad esso, grazie agli spunti ricevuti durante la Summer School, ho dedicato un intero paragrafo. Le mie riflessioni sono state particolarmente influenzate dalle relazioni dei Prof. Stefano Zamagni e Baldassarre Pastore, anche se tutti i docenti intervenuti mi hanno fornito preziosi punti di vista e collegamenti straordinari, trascritti in una marea di appunti. Studiando la fiducia nell’ambito della Psicologia Sociale e di Comunità, ho sempre apprezzato il rilievo che viene dato in letteratura a questo tema, in particolare come fattore determinante nel senso di comunità. Dal punto di vista filosofico mi hanno affascinato i riferimenti alla noocrazia Platonica, allo stato naturale di Hobbes e Locke, all’etica aristotelica. Questi elementi sono strettamente legati agli studi sull’influenza e il potere in Psicologia Sociale. L’importanza di avere una forma politica, infatti, implica darsi delle regole e, dunque, di ragionare sul diritto. La riflessione del Prof. Pastore su come i valori entrano in Costituzione attraverso i principi è stata illuminante, in particolare la distinzione tra valori e principi in uno stato democratico. Pensare che il diritto derivi da un valore è errato e corrisponderebbe alla tirannia dei diritti; valore e diritto non sono sinonimi. Ciò è fondamentale perché in Psicologia Sociale si lavora proprio sugli stereotipi e i pregiudizi che scaturiscono dalla conoscenza basata sul senso comune, invece che sulla conoscenza scientifica. A livello economico, è stato importante l’apporto del Prof. Zamagni, laddove ha illustrato come, anche in economia, lo scambio non sia riducibile alla mera transazione, ma implichi una dimensione relazionale, ovvero psicosociale. La citazione di Antonio Genovesi che considera la fides come corda, mi ha spinto a leggere direttamente l’autore e scoprire come egli argomenti la fede etica, quale base imprescindibile della fede economica e della fede politica. Infine, l’utilizzo di esempi come l’opera lirica Tosca, per approfondire il Dilemma del prigioniero, e il mito di Ulisse e di Orfeo, per spiegare la razionalità strumentale ed espressiva, è stato molto bello, poiché ci ricorda come l’arte e la letteratura non siano “meno scientifici” nel cercare di capire e spiegare il mondo.

Sono grata alle persone che mi hanno permesso di partecipare, a quelle che hanno lavorato per la realizzazione di questa iniziativa e ai partecipanti che l’hanno resa unica.  La definirei un successo da ripetere e una rarità da diffondere.

 

Per approfondire

Arcidiacono, C. (2002). Comunità: identità della comunità e senso di comunità degli abitanti. In Gelli, R. B. (a cura di). Comunità, rete, arcipelago. Metafore del vivere sociale. Roma: Carocci.

Aristotele. (1987). Etica Nicomachea. Milano: Rusconi.

Bruner, J. (1988). La mente a più dimensioni. Roma – Bari: Laterza.

Genovesi, A. (1769). Lezioni di commercio o sia d’economia civile. On-line.

Hobbes, T. (2002). Leviatano. (1651). A cura di Tito Magri. Roma: Editori riuniti.

Holmgren, D. (2010). Permacultura. Dallo sfruttamento all’integrazione: progettare modelli di vita etici, stabili e sostenibili. Bologna: Arianna.

Hopkins, R. (2000). The food producing neighbourhood. In Barton H. Edited by (2000). Sustainable communities: the potential for eco-neighbourhoods. London: Earthscan.

Hopkins, R. (2009). Manuale pratico della transizione: dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali. Bologna: Arianna.

Locke, J. (1970). An Essay Concerning Human Understanding: 1690. Menston: Scolar Press.

Morin, E. (2002). La testa ben fatta. Milano: Cortina.

McMillan, D. W., & Chavis, D. M. (1986). Sense of community: A definition and theoryJournal of community psychology14(1), 6-23.

Nicolescu, B. (2002). A new vision of the world: transdisciplinarity. In The Design and Delivery of Inter-and Pluri-disciplinary Research: Proceedings from MUSCIPOLI Workshop Two (pp. 108-111). Danish Institute for Studies in Research and Research Policy.

Pastore, B. (2007). Pluralismo, fiducia, solidarietà. Questioni di filosofia del diritto17, 30.

Tucker, A. W. (1983). The mathematics of Tucker: A samplerThe Two-Year College Mathematics Journal14(3), 228-232.

Zamagni, S. (2008). La lezione e il monito di una crisi annunciata. In Workshop of the Department of Economic Sciences, Bologna State University.

 

Profilo dell’autore

Anna Zoli ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità e un Dottorato Europaeus in Behaviour and Social Relations Sciences presso l’Università di Macerata. I suoi principali ambiti di ricerca sono: rilocalizzazione della produzione agroalimentare, progettazione di comunità resilienti, Transizione e Permacultura, processi comunicativi e di mediazione. Ha contribuito a diverse conferenze nazionali e internazionali sui diritti umani e il cambiamento sociale.

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