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di Francesco Cherubini Con la decisione 1093/2012/UE, Parlamento europeo e Consiglio hanno proclamato il 2013 “Anno europeo dei cittadini”.  Tale decisione, come recita il suo art. 2, ha l’obiettivo di «rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell’Unione, al fine di permettere ai cittadini di esercitare pienamente il proprio diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri». Come noto, la cittadinanza dell’Unione, introdotta dal Trattato di Maastricht nel 1993, ha caratteristiche nettamente diverse dalla cittadinanza nazionale: intanto, perché essa ha natura ancillare rispetto a quest’ultima, nel senso che si aggiunge a quella nazionale, finendo così per dipendervi. In altre parole, essendo cittadino europeo (soltanto) chiunque sia cittadino nazionale, è chiaro che gli Stati, determinando i criteri per l’acquisto e la perdita della cittadinanza nazionale, determinano, indirettamente, attraverso norme diverse da Stato a Stato, anche l’acquisto e la perdita della cittadinanza europea.

Nei mesi di aprile (19) e maggio (17 e 28) si è svolta l’iniziativa della Fondazione Lavoroperlapersona, indirizzata agli allievi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per scoprire il territorio di Offida  in particolare quello meno noto e legato alla vita dell’artista-scultore Aldo...

Di generazione in generazione: Teorie e pratiche dell'accoglienza Offida, 18-19-20 settembre 2014 Il Tema Cosa significa oggi sviluppare una società politica e civile, un'economia, ambienti di apprendimento e imprese accoglienti? Il flusso dei cambiamenti e i suoi diversi motori culturali, economici e tecnologici interpella con molte domande la politica...

di Pietro Spirito Si avvicina il ventennale dall'avvio del lavoro di Legambiente sull'ecosistema urbano, ed, in vista di questa scadenza, in questi giorni l'associazione ambientalista ha presentato un dossier. È l'occasione per fare il punto sui cambiamenti che si sono determinati nelle città italiane nel corso di questo periodo, ed è anche un modo per costruire una agenda sulle azioni che dovrebbero essere messe in campo per rilanciare la qualità della vita nell'ambiente metropolitano, che costituisce il luogo strategico determinante per definire il futuro della nostra società. Rispetto alle rilevazioni del 1993, si registrano miglioramenti su alcuni aspetti sensibili della vita urbana italiana: la capacità di depurare i reflui è passata dal 70% del 1993 a quasi il 90% del 2011, i consumi idrici si sono ridotti dai 390 litri per abitante del 1993 ai 164,5 del 2011, mentre la raccolta differenziata, che era pari solo al 4,4% nel 1993 è arrivata a pesare per il 37,9% nel 2011. Qui finiscono le buone notizie.

di Mario Losito Che senso ha festeggiare il primo maggio? Una domanda che ha riecheggiato da più parti nella giornata appena trascorsa. Una giornata, il primo maggio, ‘Per il Lavoro’ in cui è concesso fermarsi a riflettere sul suo vero senso. Trovare la risposta alla domanda non è affare da poco! E non è l’intento naturalmente di queste brevi note. Attraverso il significato profondo di questa giornata, vogliamo spingere a riflettere sul reale valore del lavoro. Forse un po’ traditi dall’orientamento alle cose della società e alle sue trappole, le persone s’interrogano con più fatica sul reale valore del lavoro. Il lavoro.