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Appartenenza

di Fabrizio Maimone La parola “appartenenza”, al tempo della grande crisi, può suonare anacronistica. La “Partecipazione o dipendenza attiva da una Comunità” (come recita il Dizionario della lingua italiana Devoto-Oli) potrebbe apparire come un residuo di un passato lontano, in cui i rapporti (di lavoro e non) erano stabili e definiti. La modernità liquida, per dirla con Bauman (2006), favorisce piuttosto la precarizzazione delle relazioni sociali e professionali. Una ricerca di Barley e Kunda (2004) descrive efficacemente il fenomeno della progressiva mercenarizzazione dei rapporti di lavoro.

Summer school di economia civile Casa San Paolo - Martina Franca (TA), 26 luglio 2012 Ospite della Summer School di Economia Civile di Casa San Paolo a Martina Franca, diretta da Vincenzo Mercinelli, il Presidente Gabriele Gabrielli, docente della LUISS Guido Carli, ha incontrato, infatti, gli allievi della scuola...

di Roberto Mancini Un ordine per l’economia. E’ la cosa che più ci manca. Penso a chi lavora onestamente e a chi altrettanto onestamente s’impegna a dare lavoro ad altri; ai molti che sono sfruttati e sovente spinti ad accettare qualsiasi condizione di lavoro pur di non essere licenziati; a chi si affanna nella ricerca di un’occupazione; a quanti cercano di aiutare qualcun altro a tirare avanti; a chi paga le tasse con lealtà verso la comunità nazionale. Penso anche alle donne e agli uomini che fanno del loro meglio per dare vita a un’altra economia. Tutte queste persone hanno il diritto di chiedersi: dove vanno a finire i nostri sforzi ?

Qualche spunto e una riflessione "dal campo" di Angela Mary Pazzi Nel contributo Chi ha l’autorità per giudicare le nuove generazioni di Gabriele Gabrielli,  pubblicato in queste Discussioni, si introduce la questione complessa del “bene comune” e lancia un appello ad accogliere le nuove generazioni. La sua lettura mi suggerisce di proporre qualche lettura integrativa per approfondire la prima questione e una convinzione che ho maturato nelle aule confrontandomi con i miei studenti. Cominciamo dalla prima questione. Quale bene comune? Sono tanti gli appelli “alla opportunità di un cambiamento profondo” e alla promozione di nuovi sguardi che vedano nella crisi “l’occasione per invertire la rotta o per indirizzarla su un percorso sostenibile”. Ma il dibattito rischia di restare amputato in termini di cambiamento se non lo si apre (non deve infatti essere confinato alle sole accademie) e se non si farà chiarezza sul concetto di Bene comune.

di Fabrizio d'Aniello Colgo l'occasione determinata dalla lettura dell’intervento di Pier Luigi Celli per lasciare un commento teso ad evidenziare talune questioni attinenti all'enfatizzazione attuale sul ruolo dell'apprendistato, istituto che mi pare offrire indicazioni di sintesi utili circa i vari temi trattati in ordine al rapporto tra giovani e ingresso nel mercato del lavoro. L'apprendistato, infatti, con l'ultimo D.Lgs in materia ( 167/2011), viene rilanciato sia come opportunità rivolta all'occupabilità sia come volano di un più ampio sviluppo economico-sociale sia come leva ineludibile per il conseguimento degli obiettivi annunciati prima da Lisbona 2000 (knowledge economy) ed aggiornati con Europa 2020. Tuttavia, l'apprendistato, in Italia, non ha mai decollato sul versante prettamente formativo.