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L’EPOCA DELLA TRASPARENZA? Quali sfide e quali opportunità nella società nelle organizzazioni e nel web Giovedì 5 giugno, ospiti degli amici della libreria Mondadori in via Piave a Roma, si è svolto il quinto appuntamento con Linguaggi EllePì, un ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Lavoroperlapersona per...

Tra modelli teorici e pratiche applicative

di Francesco De Stefano de-stefanoNel contesto economico-manageriale la conoscenza viene considerata una fonte di un vantaggio competitivo che permette di adattarsi a realtà in continuo mutamento (Rullani, 2004). Da questa concezione ha avuto origine, con Nonaka e Takeuchi (1995), il concetto moderno di knowledge management, volto a sviluppare sistemi di organizzazione, apprendimento e diffusione della conoscenza nelle imprese. Particolare importanza ha poi l’approfondimento dell’aspetto relazionale della conoscenza, soprattutto al fine di crearne di nuova così da accelerare processi di innovazione. Di qui l’idea dell’“Impresa della Conoscenza” – knowledge-based enterprise o knowledge intensive organization –  come la tipologia imprenditoriale “vincente” sul piano competitivo e strategico, poiché capace di far fronte alle rapide trasformazioni socio-economiche attuali.

di Gabriele Gabrielli
gabrielliSono in molti a pensare che il dialogo tra generazioni si sia interrotto: genitori e figli, cittadini e studiosi. La sua profonda crisi, anzi, è il “nervo scoperto della società neocapitalista”[1]. Le generazioni nate e cresciute dopo la seconda guerra mondiale hanno difficoltà a considerarsi anello di trasmissione verso un futuro che temono perché non sarà il loro. Si sono ripiegate e chiuse sulle loro paure. Concentrate a far proprie, con maggiore o minore consapevolezza, le idee e pratiche che annunciano con gran clamore la vincita della tecnica sulle fragilità dell’uomo, come l’invecchiamento e il progressivo indebolimento del corpo. Idee e pratiche narcisistiche incorporate nel mito dell’eterna giovinezza, vera manna per un’economia consumista e individualista che lo proclama e promuove.  No!

di Valentina Grassi grassi-bnDue tra i maggiori fattori di mutamento sociale nella contemporaneità sono profondamente interconnessi e chiamano gli osservatori e gli studiosi del sociale a una riflessione attenta sulle prospettive che si possono aprire: si tratta delle migrazioni, e quindi della questione dell’intercultura, e del declino del paradigma individualista come fondamento dei legami sociali, verso la valorizzazione di ciò che è comune. Quella sull’esclusività delle culture e sulla centralità della cultura occidentale come parametro di riferimento di tutte le altre è stata, si può affermare, una vera e propria fede. E come tutte le fedi è legata a un’adesione emozionale che agisce al livello dell’immaginario sociale: ebbene, la società occidentale oggi, tanto a livello strutturale quanto a livello dell’immaginario, sta mutando profondamente forma e l’ibridazione culturale è ormai un processo che coinvolge tutti gli ambiti della vita sociale.

Il terzo appuntamento di Spazio EllePì si è svolto venerdì 9 e sabato 10 maggio, in Via San Tommaso d’Aquino 85, Roma. Il Programma   Come Raggiungerci Via San Tommaso d’Aquino 85, all’interno del quartiere “Della Vittoria”, in un’area compresa tra Piazzale Clodio e Piazzale degli Eroi ed è facilmente raggiungibile grazie alla linea metropolitana (10...

Saper riconoscere le fragilità per riscoprire l’esperienza dell’accogliere Venerdì 9 e sabato 10 maggio si è svolta la seconda iniziativa annuale di Spazio EllePì, il contenitore educativo e culturale della Fondazione Lavoroperlapersona a Roma. Con la terza edizione di Spazio EllePì ‘Creare legami per accogliere fragilità. Tornare...