Incontri EllePì #Webinar – “A tutto smartworking!” La delocalizzazione del lavoro a un bivio: emergenza o nuovo modello?


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Incontri EllePì #Webinar
A tutto smartworking!” La delocalizzazione del lavoro a un bivio: emergenza o nuovo modello?

Il lavoro flessibile è considerato una conquista. Pensato già sul finire degli anni ottanta nella modalità “telelavoro”, per dare la possibilità di lavorare da casa e conciliare vita personale e professionale, oggi è una realtà ben diversa o potrebbe diventarlo. Grazie alla tecnologia e alla larga banda, vera e propria autostrada sulla quale far viaggiare il nuovo petrolio di quest’epoca (dati, immagini, voce e video), il lavoro flessibile conquista terreno, diventando nel frattempo smartworking e lavoro agile. Il linguaggio cambia rendendo evidenti profonde trasformazioni dei modelli di produzione e dell’impresa stessa, alle quali si aggiunge la necessità di chiarire i termini usati e cosa celano.  Un lavoro comunque che, nelle sue intenzioni originali, può essere prestato ovunque e sempre. Everywhere e anaytime diventano così gli avverbi del lavoro flessibile, liberato dal tempo e dallo spazio, che ora è possibile prestare a casa o in mezzo al parco, in auto o nelle strutture di co-working.

Non al tempo del Coronavirus però e delle sue restrizioni sociali: lo smartworking infatti si vede all’improvviso “costretto” dentro le mura, spesso anguste e sovraffollate, di casa. Uno smartworking a “scarto ridotto”, potremmo dire, mutilato delle promesse contenute nel suo spirito originario fondato su ben altri presupposti. Vengono alla luce così alcune forzature dell’idea originaria di smartworking, di cui si parlava come espressione di un modello basato su una cultura diversa del lavoro fondata principalmente sulla filosofia della responsabilizzazione dei collaboratori e di una particolare attenzione ai risultati. Un approccio che sembrava voler mettere in soffitta la cultura novecentesca del controllo esaltando di contro fiducia, autonomia e responsabilità. Con implicazioni sul rapporto di lavoro, com’è naturale, ancora da comprendere fino in fondo e scrivere.

Cosa possiamo apprendere da queste settimane di lavoro forzato dentro le mura domestiche? E’ evidente, pensando già alla ripresa e comunque al “dopo”, che siamo a un bivio, perché con molta probabilità anche quando il distanziamento sociale sarà cancellato o comunque limitato, lo smartworking diventerà parte rilevante dell’organizzazione del lavoro del XXI secolo che coinvolgerà milioni di lavoratori.

Come sarà possibile passare allora dallo smartworking dell’emergenza, allo smartworking strutturale? Con quale cultura del lavoro e regole? Come cambieranno i rapporti di collaborazione costruiti sulle categorie dell’autonomia e della responsabilizzazione verso i risultati? Ci saranno conseguenze anche sulla remunerazione? Insomma, siamo pronti per uscire dall’emergenza? Di cosa ha bisogno il Paese?


Programma:

– 17:45 – Accoglienza

– 18:00 – Apertura e introduzione
Gabriele Gabrielli, Presidente Fondazione Lavoroperlapersona, Università LUISS Guido Carli

– 18:10 –  L’irresistibile ascesa dello smart working: luci ed ombre
Raoul C. D. Nacamulli è professore di Organizzazione Aziendale nell’Università di Milano Bicocca. È inoltre fondatore di OpenOrg, una boutique della consulenza che opera nell’area dello Sviluppo Organizzativo. Ha pubblicato estesamente articoli e libri in Italia e all’estero. Fra i suoi lavori la cura del Manuale di Organizzazione Aziendale (assieme a Giovanni Costa) in cinque volumi per UTET Libreria e quella di L’ecosistema della formazione per Egea  (assieme ad Alessandra Lazazzara)

– 18:30 – Intervengono
Franco Amicucci, sociologo e formatore. Nel 2000 ha fondato Skilla con la missione di diventare punto di riferimento in Italia per la ricerca e la sperimentazione di una formazione efficace ed innovativa. Ha insegnato all’Università di Macerata e in varie scuole manageriali, tra cui la LUISS Business School. È vicepresidente della Fondazione Lavoroperlapersona.

Marco Bentivogli, Segretario generale della Federazione Italiana Metalmeccanici (FIM CISL), ha seguito in prima linea alcune delle più importanti vertenze industriali degli ultimi anni. A gennaio 2019 viene selezionato come componente della commissione del Ministero dello Sviluppo Economico per l’elaborazione di una strategia nazionale sull’intelligenza artificiale. Tra i suoi libri: Abbiamo rovinato l’Italia?, 2016; Contrordine compagni, 2019; Fabbrica Futuro (con Pirone), 2019.

– 18:45 – Discussione

– 19:00: Chiusura

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