Tecnologia, Educazione, Apprendimento

Tecnologia, Educazione, Apprendimento

Per non trasformare le opportunità in limiti allo sviluppo della persona

Una riflessione per approfondire il rapporto tra le nuove tecnologie, l’educazione, il comportamento e l’approccio di giovani e adulti. La tecnologia può potenziare enormemente le capacità umane, e in questo senso anche consentire di essere sempre più “a prova di futuro”. D’altra parte alcuni studi evidenziano come possa limitare l’autonomia, ridurre la capacità critica e la flessibilità, affievolire i legami. Il tema si apre ad alcune grandi questioni dell’epoca che viviamo. Un percorso di riflessione per accrescere consapevolezza nella prospettiva di un’educazione civile responsabile e aperta, per approcciarci alla tecnologia in modo attivo, senza diventarne dipendenti.

  • La tecnologia non va demonizzata, è un’opportunità perché può potenziare le capacità umane. Quando?
  • L’apprendimento attivo richiede un’educazione. Cosa serve allora? (Da cosa partire?)
  • C’è una distanza sempre maggiore tra il potere che la tecnologia ci dà, e la consapevolezza e responsabilità necessarie ad utilizzarlo bene. Come passare da “consumatori” a “cittadini digitali”?

 

L’educazione secondo Peter Senge

Peter Senge è un bell’esempio di “guru” del pensiero manageriale i cui interessi, ed il cui seguito, sono andati ben al di là del mondo delle aziende, includendo la società, l’educazione e l’ambiente attraverso uno schema coerente, quello del “system thinking”. Il che lo rende particolarmente vicino agli interessi e all’approccio della Fondazione Lavoroperlapersona.

A partire dal suo libro fondamentale “La quinta disciplina”, del 1990, in cui sviluppa la nozione dell’”organizzazione che apprende”  e delle organizzazioni viste come sistemi dinamici, Peter Senge è entrato a far parte dell’olimpo dei “management guru”. Incoronato dalla “Harvard Business Review” come uno dei dieci pensatori manageriali più influenti degli ultimi 75 anni, e dal “Journal of Business Strategy” come “pensatore strategico del secolo”, Peter Senge ha svolto la maggior parte della propria attività presso l’MIT di Boston, dove è Senior Lecturer in Leadership & Sustainability e da anni dirige il Center for Organizational Learning alla Sloan School of Management.

Come accennato, negli anni l’impegno di Peter Senge si è sempre più spostato dal mondo delle imprese verso l’educazione (https://www.youtube.com/watch?t=12&v=BakP-DaRRHI) e verso i grandi problemi della società e dell’ambiente. Le teorie del pensiero sistemico e del cambiamento nelle “organizzazioni che apprendono” sono infatti particolarmente adatte ad affrontare quei grandi problemi che “nessuno di noi singolarmente vuole, ma che collettivamente noi tutti creiamo”. Anche nel suo libro più recente, The triple focus (2014) scritto con Daniel Goleman, l’autore della teoria sull’intelligenza emotiva, vengono proposti percorsi di intervento nell’ambito dell’educazione basati sul pensiero sistemico e rivolti ai grandi problemi del XXI secolo. (http://www.prnewswire.com/news-releases/daniel-goleman-and-peter-senge-collaborate-to-offer-educators-actionable-tools-and-groundbreaking-concepts-in-the-triple-focus-a-new-approach-to-education-267040421.html)

Ora, per la prima volta, Peter Senge sarà in Italia. Il prossimo 9 aprile infatti terrà una conferenza gratuita insieme a Mette Miriam Boll sul tema “sostenibilità-pensiero sistemico ed organizzazioni che apprendono” nella sala del “Ridotto” delle Muse di Ancona alle 15 alle 19,30. Un’occasione unica per “contaminarsi” con il suo pensiero che avviene grazie al progetto Scholanova di Varano.

Per informazioni ed iscrizioni: http://exscuolavarano.net/#the-necessary-revolution

di Davide Nespolo

 

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