La Fondazione sostiene “CinCinema” – iniziativa della Consulta Giovanile di Offida

La Fondazione Lavoroperlapersona sostiene “CinCinema”, l’iniziativa voluta e organizzata dalla Consulta Giovanile di Offida.

Il 3 gennaio 2014 abbiamo assistito, presso la sala consiliare del comune di Offida, alla prima proiezione di una serie di film scelti dai ragazzi della Consulta Giovanile di Offida. CinCinema è il nome attribuito all’iniziativa culturale e che con la sua duale natura esprime chiaramente gli intenti: da una parte il carattere educativo della proiezione e del  dibattito sul film, dall’altro il carattere ludico e di condivisione che si può ritrovare davanti ad un bicchiere di vino.

cincinema2014La scelta dei film non è casuale. I temi affrontati sono quelli che toccano più da vicino la realtà e il disagio giovanile: le incertezze, la paura del futuro che sembra non esserci, le difficoltà relazionali, la precarietà dei rapporti, le difficoltà di una politica sbagliata, e i problemi legati alla sfera del lavoro. Un evento che la Fondazione Lavoroperlapersona non poteva non sostenere perché pienamente in linea con i valori e le finalità di sensibilizzazione dei giovani, di promozione di iniziative educativo-culturali e di diffusione delle idee di cambiamento per quanto concerne il concetto di lavoro come espressione della Persona.

Il film selezionato per questo primo incontro è stato “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì*. Un film caro alla Fondazione in quanto già  presente nel palinsesto delle proiezioni organizzate lo scorso maggio all’interno della rassegna Film Festival Lavoroperlapersona. La pellicola narra con forza e crudo realismo la vita di una ragazza siciliana, neolaureata con lode  in filosofia che nonostante le sue capacità si trova costretta a lavorare in un alienante call center a discapito dei suoi sogni e delle sue ambizioni. Apparentemente un film demotivante che non lascia spazio ai sogni ma che in realtà nasconde dentro di sé spiragli di speranza su cui riflettere.

Dopo la proiezione, infatti, si è aperto un ampio e interessante dibattito che ha registrato numerosi contributi per leggere i tanti messaggi contenuti nel film. Alcuni hanno sottolineato le problematiche legate alla convivenza nei luoghi di lavoro di diverse generazioni e di come sia difficile  per i giovani trovare spazio per esprimere se stessi. Altri si sono soffermati sulla specifica situazione del lavoro nei call center e di come questo sia poco stimolante per la persona. In realtà il film ha consentito anche di aprirsi a una riflessione importante, ossia che tutte le esperienze sono motivo di crescita e di arricchimento della Persona quando soprattutto si è acquisita la capacità di un pensiero critico che ci fa leggere la realtà con occhi diversi. E’ questa la storia in fondo della protagonista Marta che non sarebbe mai riuscita a scrivere con lo stesso slancio e passione un saggio di filosofia – che metteva in relazione il programma televisivo Il Grande Fratello con il filosofo tedesco Martin Heidegger – se non avesse lavorato in un call center e non avesse parlato con le sue colleghe. Ancora, i ragazzi hanno sottolineato  l’importanza dell’educazione e di come gli incontri che si fanno nel corso della vita possano cambiare le sorti di una storia, come nel caso del film è successo alla bimba Lara, abbandonata a se stessa e a un possibile triste destino dovuto alla negligenza della madre, ma che incontrando la protagonista Marta  viene influenzata dalla sua grazia e indirizzata al mondo della filosofia anziché a quello dei video-games. Altro tema di discussione è stata la solitudine che sempre più numerose persone sembrano sperimentare a causa di relazioni deboli e di quel processo di “vetrinizzazione” della società che “brucia” tutti sul palcoscenico di un successo effimero. Non per caso il film è intervallato continuamente da  “citazioni” del Grande Fratello, un programma ideato proprio per offrire  modelli di comportamento e di pensiero che aboliscono la privacy e il senso del pudore e dove anche le persone  “normali” possono diventare “protagoniste”; dove  l’assenza di contenuti culturalmente forti viene compensata da finti valori come quelli del denaro, del successo, dell’avere che vanno raggiunti a tutti i costi senza nessun  ripensamento.

collage

Alcuni momenti della serata presso la Sala consiliare del Comune di Offida.

Un modello di vita che sta facendo breccia in un’ampia fetta di una società che non è in grado di difendersi da questo meccanismo perverso e che sembra aver rinunciato alle sue potenzialità.

All’evento della Consulta Giovanile hanno partecipato anche l’Assessore alla Cultura  Gianpietro Casagrande e quello al Bilancio, Servizi Sociali, Pari Opportunità, Scuola e Formazione  Luigi Massa; preziosa inoltre la presenza della  Prof.ssa di filosofia Angela Pazzi dell’Istituto Fazzini Mercantini di Ripatransone che è intervenuta per facilitare il dibattito e poi rimettere insieme le fila del discorso.

Per la Fondazione Lavoroperlapersona è stata una proficua occasione per mettere a disposizione la sua vocazione educativa, creando collegamenti  e collaborazioni con le iniziative culturali del territorio  utili a promuovere la costruzione di un humus fertile e propositivo per il futuro dei giovani e di tutti i cittadini.

 


* Tutta la vita davanti

tutta-la-vita-davantiRegia di Paolo Virzì – Interpreti: Isabella Ragonese, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini.

durata: 118’

origine: Italia, 2008

Giovane laureata cum laude in filosofia, Marta trova lavoro in un agghiacciante e truffaldino Call Center che rifila improbabili gadget ad anziane sprovvedute. Prendendo spunto dal libro della blogger sarda Michela Murgia, “Il mondo deve sapere”, Virzì esplora con gli occhi della protagonista l’inferno di questo precariato con tutta la vita davanti; e lo fa con lo spirito comico e amaro che da sempre lo contraddistingue. Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il regista toscano dà vita a un’opera corale, matura e agghiacciante, che rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla Monicelli, costruendo personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci, comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici. Con la stessa umiltà e onestà intellettuale di Marta, Virzì si muove tra le spaventose dinamiche del mondo mode rno senza mai cadere nel facile giudizio, nel pietismo o – vista l’attualità del tema – nella trappola del film a tesi, mantenendo sempre in primo piano il suo amore per gli ultimi e una compassione per le sue creature disperate e perfide, figlie di una società malata, ma forse non ancora in fase terminale.

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