#Blog EllePì – Ricerca come lavoro, lavoro come ricerca: la II edizione della Masterclass EllePì dedicata all’autonomia
Tra ottobre 2025 e aprile 2026 si è svolta la II edizione della “Masterclass EllePì sui beni relazionali”, promossa dalla Fondazione Lavoroperlapersona ETS e dedicata, quest’anno, al tema dell’autonomia. Il percorso, intitolato significativamente “Ricerca come lavoro, lavoro come ricerca”, ha riunito studiosi e professionisti provenienti da ambiti disciplinari molto differenti, con l’obiettivo di interrogare il concetto di autonomia a partire dalle sue implicazioni filosofiche, sociali, scientifiche e pratiche. La struttura della Masterclass ha previsto sette incontri complessivi: i primi cinque online, tra ottobre 2025 e marzo 2026, e gli ultimi due in presenza, presso la sede della Fondazione a Offida, nelle giornate del 18 e 19 aprile 2026. Una formula che ha permesso di coniugare la continuità della formazione a distanza con il valore dell’incontro diretto e del confronto personale.
Fin dal primo appuntamento è emersa la volontà di affrontare il tema dell’autonomia non in chiave individualistica, ma relazionale. Tommaso Greco, filosofo del diritto dell’Università di Pisa, ha aperto il ciclo riflettendo sul rapporto tra pensiero e azione all’interno dell’esperienza giuridica. Il suo intervento ha proposto una concezione del diritto non come semplice strumento di forza o di potere, ma come pratica fondata sulla fiducia reciproca e sulla possibilità di costruire relazioni umane positive. Un approccio che ha introdotto efficacemente il filo rosso dell’intera Masterclass: l’idea che l’autonomia non coincida con l’isolamento, ma con la capacità di stare in relazione.
Il secondo incontro, affidato al biologo Carlo Cirotto dell’Università di Perugia, ha affrontato il tema della dialettica tra quantità e qualità nella storia della scienza. Ripercorrendo alcune tappe fondamentali del pensiero scientifico, Cirotto ha mostrato come il sapere scientifico si sviluppi costantemente tra misurazione e interpretazione, tra dato quantitativo e comprensione qualitativa dei fenomeni.
Al terzo appuntamento, con Roberto Presilla, filosofo della Pontificia Università Gregoriana, il percorso si è spostato sul rapporto tra verità e opinione nel pensiero contemporaneo. La sua riflessione ha messo in luce la tensione che attraversa le società odierne, spesso sospese tra la ricerca della verità e la frammentazione delle opinioni. Un tema particolarmente attuale, che ha offerto ai partecipanti strumenti utili per interrogarsi sul senso del confronto pubblico, della responsabilità intellettuale e della costruzione del giudizio.
Il quarto incontro online ha visto dialogare due prospettive complementari. Gabriele Pagliariccio, medico chirurgo vascolare, impegnato spesso in missioni umanitarie in contesti di povertà e marginalità, ha portato la testimonianza concreta del proprio lavoro in territori segnati da forti difficoltà economiche e culturali. Attraverso esempi tratti dalla sua esperienza sul campo, ha mostrato come la cura richieda non soltanto competenze tecniche, ma anche la capacità di comprendere mondi culturali differenti e di instaurare relazioni di fiducia. Silvia Landra, psichiatra attiva negli istituti penitenziari milanesi, ha invece raccontato esperienze maturate all’interno del carcere, soffermandosi sulla possibilità di aprire spazi di cambiamento e percorsi inattesi nella vita dei detenuti. Entrambi gli interventi hanno restituito un’immagine dell’autonomia come processo fragile e concreto, che nasce spesso all’interno di situazioni di limite.
Nell’’ultimo incontro online, Francesco Stoppa, psicoanalista della Scuola di psicoanalisi del Campo lacaniano, ha proposto una riflessione sulla tensione tra relazione e prestazione, soffermandosi sull’intreccio con le dimensioni della cura, della parola, del dolore, della responsabilità, del limite, lasciando preziosi suggerimenti per chiunque lavori nell’ambito assistenziale e delle professioni di cura.
Le giornate conclusive di Offida hanno rappresentato il momento culminante della Masterclass. Oltre agli approfondimenti teorici, la dimensione residenziale e conviviale ha favorito il dialogo “im-mediato” tra partecipanti e relatori, trasformando il percorso formativo in un’esperienza condivisa anche sul piano umano. Nella prima delle due giornate, Silvia Pierosara, filosofa morale dell’Università di Macerata, ha proposto una riflessione sull’autonomia intesa in chiave narrativa e relazionale, sottolineando come i legami non vadano percepiti né come ostacoli né come meri incubatori di un’autonomia funzionale al mantenimento dello stato di cose, ma come condizione e compito di un agire orientato al bene comune. Successivamente, Monica Martinelli, sociologa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha invece affrontato il pensiero di Georg Simmel e il tema dell’“estraneo”, figura capace di mettere in discussione confini e appartenenze consolidate.
Nel corso del secondo giorno, gli interventi di Lucia Castellano e Riccardo Maiolini. Castellano, direttrice impegnata nell’ambito dell’esecuzione penale esterna e di messa alla prova, ha riportato l’attenzione sul significato concreto di parole come “autonomia” e “prossimità” nei contesti carcerari, ambienti spesso percepiti come distanti e invisibili. Maiolini, docente di imprenditorialità alla John Cabot University, ha infine mostrato come l’innovazione sociale dal basso e le esperienze di impresa sociale possano incidere concretamente sui territori, contribuendo a contrastare fenomeni di sfruttamento e marginalità.
Nel suo complesso, la Masterclass EllePì ha offerto un percorso multidisciplinare capace di intrecciare teoria ed esperienza, riflessione accademica e testimonianza concreta. Più che fornire definizioni rigide del concetto di autonomia, gli incontri hanno cercato di mostrarne la complessità e la natura profondamente relazionale. Un’esperienza formativa che ha saputo valorizzare il dialogo tra saperi diversi e che, proprio per questo, ha rappresentato un’occasione significativa di confronto culturale e umano.







