La privacy della trasparenza, il destino opaco dei nostri dati

 

La società digitale, ogni giorno di più, richiede una crescente trasparenza verso le nostre vite: ogni servizio che ci viene offerto è “pagato” con informazioni sui nostri movimenti, sulle nostre passioni, sui nostri desideri. Una trasparenza a tratti obbligata, cui sembra difficile sottrarsi poiché molto spesso non ci viene offerta alternativa per l’utilizzo di strumenti digitali indispensabili.

Quali sono le rotte dei nostri dati? In che modo la nostra società può opporsi a questa privacy della trasparenza che sembra prima di tutto un affare economico e un possibile meccanismo di gestione e di controllo? Come sfondare l’opacità di un web assolutamente chiaro quando si tratta di ricevere i nostri dati, ma volutamente opaco quando si tratta di comprenderne l’utilizzo? Tutte domande che sono state al centro dello Spazio Ellepì di febbraio, uno spazio nel quale abbiamo tentato di comprendere meglio in che modo vengono gestite le nostre informazioni online e come riuscire a proteggersi, per quanto possibile, dalla trasparenza obbligata di cui siamo oggetto.

Insieme a noi Roberto Presilla, Docente di Filosofia alla Pontificia Università Gregoriana, in dialogo con Giorgio Tintino, Project Leader della Fondazione Lavoroperlapersona.

 

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