A scuola il Cinegiornale della Fondazione Lavoroperlapersona

di Sara D’Angelo
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Dopo le numerose attività didattico creative dell’estate e il seminario di settembre, che conclude la programmazione annuale, la Fondazione Lavoroperlapersona è scesa in campo con un nuovo progetto educativo all’interno delle aule del polo scolastico di Offida. Questo percorso, che è stato accolto con grande entusiasmo e partecipazione dalla Preside dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Offida e dalle insegnanti tutte, consiste nella proiezione di un filmato storico, un vero CINEGIORNALE della Fondazione realizzato montando insieme filmati tratti dall’archivio dell’Istituto Cinecittà Luce di Roma e alcuni testi che ispirano l’impegno della Fondazione nell’educazione, ricerca e promozione culturale. Un prodotto che permette ai ragazzi di fare un’esperienza diretta, visiva e quasi empirica su temi che solitamente sono abituati a studiare sui libri.

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Allievi intenti nella visione del Cinegiornale Lavoroperlapersona.

Il 5 ottobre 2013 c’è stata la prima proiezione del Cinegiornale. Vi hanno partecipato la classe V delle scuole primarie  tutte le seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado di Offida: in totale oltre 100 ragazze e ragazzi! Questo evento educativo e culturale si è rivelato un momento forte di coinvolgimento, socialità e riflessione. All’approfondimento dei fatti storici e alla loro contestualizzazione si è accompagnata anche la meraviglia degli allievi. E’ stato bellissimo vedere così tanti ragazzi insieme in un’unica stanza osservare con tanta attenzione le immagini di un tempo passato, lontano ma attuale. Si poteva respirare un’aria nuova, di commozione e concentrazione, un’aria che testimoniava il fatto che il recupero della memoria storica aiuta a crescere in consapevolezza. Alcuni dei temi proposti dalle immagini e dai testi del filmato mettevano al centro l’EMIGRAZIONE degli italiani del Sud verso il promettente Nord nell’immediato dopoguerra, un tema che ripropone la questione dei flussi migratori per cercare migliori e nuove condizioni di vita, un lavoro più appagante o semplicemente più dignitoso. Un tema di forte impatto emotivo e drammatica attualità, che proprio in quei giorni veniva rimesso al centro dell’attenzione dalla strage di Lampedusa dove hanno perso la vita centinaia di persone in cerca di speranza.

Il Cinegiornale e le sue immagini hanno richiamato l’attenzione anche sull’ISTRUZIONE e il DIRITTO ALLO STUDIO. Davvero belle e toccanti le immagini della scuola popolare, dove l’educazione non è vista come un dovere bensì come diritto inviolabile della persona, una scuola come fucina di formazione intellettuale e di spirito critico che è in grado di preparare  le nuove generazioni a cogliere tutte le  possibilità affinché ognuno possa scegliere al meglio il proprio futuro. Questo un passaggio del filmato su cui si è sviluppata la discussione con gli allievi: “Un uomo analfabeta è un servo volontario”. Espressione forte che rimarca però con efficacia la  connessione tra studio, libertà e democrazia. Il filmato proseguiva con alcuni spezzoni di filmati che mostravano  le prime forme di INDUSTRIALIZZAZIONE post bellica e gli effetti che questa ha prodotto sulle abitudini di vita, sui mestieri del passato, sulle condizioni di vita degli operai nelle aziende come OLIVETTI, un modello di impresa che cercava di costruire “il lavoro a misura dell’uomo”.

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Allievi dibattono al termine della proiezione del Cinegiornale Lavoroperlapersona.

I ragazzi hanno partecipato alla proiezione in silenzio, dando vita alla fine a un lungo dibattito e a un susseguirsi di domande e di curiosità. Ingenuità e innocenza, da un lato, interesse a cogliere le associazioni con il presente per approfondire le questioni proposte sono state alcune dimensioni che hanno caratterizzato questo spazio educativo. Forse era la prima volta che assistevano alla proiezione di un filmato in bianco e nero e con la voce fuoricampo. Come può essere che figli e genitori andavano nella stessa classe? Perché il gelato non era un alimento di quotidiana fruibilità? Perché alcuni mestieri non ci sono più? Queste sono soltanto alcune delle richieste di approfondimento rivolte dagli allievi. Grande interesse, poi, hanno suscitato le immagini dell’inaugurazione della stazione ferroviaria di Offida negli anni trenta. Gli alunni offidani si sono sentiti coinvolti in prima persona, e hanno risposto positivamente con entusiasmo ed interesse bersagliandomi di domande e chiedendo approfondimenti. Anche le insegnanti hanno valutato positivamente la proiezione del Cinegiornale. Ecco alcuni commenti:

  • “E’ un’iniziativa davvero molto interessante per noi insegnanti e per i nostri alunni, un  forte strumento educativo e conoscitivo. Un supporto empirico alla tradizionale formazione d’aula”
  • “Sono rimasta davvero affascinata dalla proiezione di queste immagini storiche e dalle frasi che hanno accompagnato la proiezione, sono stata con i miei allievi per ben due visioni. E’ bene che questa possibilità educativa sia rivolta al maggior numero di bambini e ragazzi e spero che la vostra attività prosegua e che possa coinvolgere altri poli scolasti”
  • “Io insegno storia alle medie e quello che avete fatto per i ragazzi è impagabile. La proiezione ha permesso loro di conoscere la mia materia in modo tangibile, concreto. Hanno avuto modo di vedere l’industrializzazione e l’avanzamento tecnologico nell’azienda italiana, hanno avuto modo di vedere cosa si intendeva per scuola popolare, dove si faceva, a che età…Chiederò sicuramente una collaborazione con la Fondazione e la possibilità di accompagnare le mie lezioni con questi video, grazie”
  • “E’ incredibile pensare che per ogni frase ascoltata durante la proiezione del video sia possibile strutturare un’intera lezione”.

La conoscenza delle proprie radici rafforza l’atteggiamento di protezione e rispetto di se stessi, spingendoci però anche verso gli altri. Il progetto educativo e culturale del Cinegiornale si sta dimostrando di gran valore. Le testimonianze delle insegnanti sono ragione di grande motivazione e incoraggiano la Fondazione a proseguire nelle sue attività per realizzare la sua missione.

 

Profilo dell’autore

Sara D’Angelo laureata in Conservazione e Tutela delle Opere d’Arte presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Bologna, sede di Ravenna. Diplomata in violoncello presso il conservatorio ‘Bruno Maderna’ di Cesana. Da sempre interessata alla psicologia, ha frequentato un corso di musicoterapia e un master in Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione presso la LUISS Business School di Roma. Collabora con la Fondazione Lavoroperlapersona per i Progetti di Education del Campus Estivo.

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