Con o contro l’economia dei robot?

Con o contro l’economia dei robot?

Preparato da un percorso che si è snodato durante tutto il 2018, la Fondazione Lavoroperlapersona ha dedicato il suo VI Seminario Interdisciplinare sull’Accoglienza ad un tema che, ne siamo tutti sempre più consapevoli, interesserà il nostro futuro e quello delle prossime generazioni. L’iniziativa, dal titolo Persona, Lavoro e Innovazione: con o contro l’economia dei robot? svoltasi dal 14 al 16 Settembre in Offida (AP), si è interrogata sulle implicazioni che la cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale avrà sulla società, sul lavoro e sulle imprese.

L’innovazione tecnologica, infatti, sta accelerando il progresso in ogni campo dell’umano, tanto che robot e intelligenza artificiale sembrano poter escludere l’uomo dal lavoro e dall’economia. Eppure, la tecnologia può essere un’utile alleata per creare ben-essere se votata a salvaguardare la persona e la sua dignità, se eviteremo di rincorrere un cieco sviluppo “a tutti i costi” intrappolati nella gabbia della “tecnica”.

Questa “nuova grande trasformazione”, dunque, suggerisce di immaginare e riflettere sul modo in cui lavoreremo nei prossimi anni e sulle forme in cui il lavoro sarà organizzato: i robot, oltre che sollevare uomini e donne dai lavori più faticosi e accrescere la produttività, potranno aiutarci a costruire anche un mondo più giusto socialmente? Quanto spazio lasceranno all’uomo? Riusciremo a controllarli o saranno loro a prevalere? Quali competenze si dovranno apprendere per orientarsi efficacemente nell’epoca dei robot? Ci sono policy adeguate a scongiurare il pericolo di una disoccupazione tecnologica? Quale visione d’impresa e quali leadership vogliamo costruire per assicurare sviluppo all’intera società senza creare nuove marginalità?

Sono queste, riassunte brevemente, le domande a cui si è cercato di rispondere nella tre giorni offidana poste dal presidente della Fondazione Gabriele Gabrielli nell’intervento di apertura del seminario, venerdì 14 settembre. È stata un’occasione anche per collocare il tema scelto nell’orizzonte di significato dell’Accoglienza. «E’ una parola per noi molto importante, perché costitutiva del mondo che vogliamo» – ha ricordato il presidente; proprio per questo «è necessario capire come “accogliere” e governare questa trasformazione e quale atteggiamento dovremo avere nei confronti di essa, che alcuni dipingono come nemica del benessere e dell’uomo».

Sul palco dell’ex Convento di San Francesco, sede dell’enoteca regionale, non hanno dubbi il sindaco di Offida, Valerio Lucciarini de Vincenzi e Lella Mazzoli, direttrice dell’Istituto di formazione al giornalismo di Urbino, che si sono espressi a favore dell’innovazione tecnologica, purché venga utilizzata con il giusto spirito critico. Un dualismo, quello tra lo sviluppo tecnologico e cultura, evocato anche dal film “L’inatteso” di Giovanni Panozzo, proiettato in anteprima all’apertura del seminario.

E proprio sull’importanza della cultura e della formazione sono intervenuti tre illustri ospiti di questa edizione del seminario nella tavola rotonda che ha chiuso la prima giornata: “Lavoro, economia e robotica: un incontro al servizio della persona?”. La conversazione – moderata dalla giornalista Maria Cristina Origlia – tra Marco Bentivogli, Segretario Generale della Fim-Cisl, Leonardo Becchetti, economista e professore ordinario dell’Università di Roma – TorVergata, e Giorgio Metta, Vicedirettore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha evidenziato quanto uomo e robot non siano in competizione, ma complementari per ricercare forme e percorsi di sviluppo dell’umano anche nell’economia e nel lavoro. L’obiettivo dell’innovazione tecnologica è puntare ad accrescere la generatività dell’uomo, anche avendo il coraggio di offrire soluzioni inedite nell’organizzazione del lavoro e nella costruzione della nostra società.

La prima sessione di sabato 15 Settembre, sulla “Digital transformation e intelligenza artificiale: le frontiere dell’innovazione”, è stata aperta dalla lecture del Rettore dell’Università Luiss Guido Carli, Andrea Prencipe, il quale ha sottolineato come la formazione accademica dovrebbe essere sempre interdisciplinare per far sì che i giovani non siano solo abili conoscitori delle tecniche, ma dotati di competenze quali il pensiero critico e la capacità di interpretare i dati costruendo significati. Un’idea questa che trova riscontro pratico, del resto, nei fabbisogni espressi da numerose realtà imprenditoriali, come quella di Loccioni, rappresentata a Offida da Gino Romiti, Direttore Ricerca dell’impresa marchigiana della Vallesina, che nella sua testimonianza ha mostrato come sia possibile coniugare occupazione e avanzamento tecnologico proprio attraverso la valorizzazione dei saperi interdisciplinari.

Di etica e delle sfide che essa pone quando si parla di intelligenza artificiale si è discusso, invece, nella seconda sessione. Per Paolo Benanti, docente della Pontificia Università Gregoriana, sono quattro i punti su cui focalizzare l’attenzione progettuale per mettere l’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo: rendere i robot dotati di intuizione, far sì che la loro azione sia per noi intangibile, adattare l’intelligenza artificiale all’emotività umana affinché siano capaci di adeguarsi al contesto e alle circostanze. Calogero Maria Oddo, ricercatore alla Scuola Superiore Sant’Anna, proprio per questo ha posto l’accento sul rinnovato rapporto uomo-robot che le nuove tecnologie stanno inaugurando, un rapporto in cui la macchina ha l’opportunità di non essere semplicemente un “nemico”, ma un prezioso e insostituibile aiuto.

I lavori seminariali sono proseguiti con una domanda oggi sempre più ricorrente, “L’innovazione creerà o distruggerà occupazione?”, che ha coinvolto Francesco Seghezzi, Direttore della Fondazione ADAPT, e Nunzio Tartaglia, Responsabile della divisione Marche-Abruzzo di Ubi Banca. I due interventi hanno proposto la doppia faccia di questi processi complessi: da una parte, l’evidenza che ogni rivoluzione tecnologica provoca sempre una contrazione dell’occupazione; dall’altra, la circostanza che il venir meno del lavoro interessa le attività più faticose e quelle routinare, mentre valorizza ruoli dove l’umano può meglio esprimersi con competenze e risorse proprie come la creatività. 

Nella quarta sessione della giornata Mauro Gallegati, docente dell’Università Politecnica delle Marche, e Silvia Pochettino, Fondatrice e CEO di Ong 2.0, si sono concentrati sulle disuguaglianze sociali che la trasformazione 4.0 potrà contribuire ad allargare se non saremo in grado di ripensare, nella prospettiva dell’equità, il modello di impresa e la sua finalità.

Quali interrogativi bisogna porsi in fase di progettazione di un robot?” si è chiesto durante la quinta sessione Luca Solari, docente presso l’Università degli Studi di Milano, argomentando che i lavoratori sarebbero più disposti a lavorare con robot con cui possono interagire e dai quali possono avere feedback immediati e puntuali. Subito dopo, Andrea Granelli, fondatore della società di consulenza Kanso, ha tratteggiato la figura del “nuovo” manager dell’economia dei robot, un manager che per mantenere la sua leadership dovrà per forza ricorrere alla interazione e al confronto non solo con i propri collaboratori, ma anche con i robot che abiteranno il lavoro.  

Tre rappresentanti di realtà imprenditoriali che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica si sono confrontati, al termine della giornata, nella seconda tavola rotonda del seminario, moderata anch’essa da Maria Cristina Origlia e realizzata grazie al prezioso supporto della Regione Marche che ha contribuito a individuare le realtà più significative nel panorama marchigiano: il giovane aeronautico Simone Kartsiotis fondatore di DroneBee, l’eclettico Giordano Torresi, direttore generale dell’azienda marchigiana di calzature di lusso LaManuelita e Andrea Gatto, docente presso l’Università di Modena e di Reggio Emilia e responsabile scientifico di MiscoValley. La serata si è poi conclusa con la messa in scena dello spettacolo “Uomo a vapore nella bella cornice del “Teatro Serpente Aureo” di Offida, introdotta dal saluto della Vice Sindaco Isabella Bosano.

La terza giornata si è aperta, invece, con la mostra – presso la ex Chiesa di San Michele da poco restaurata – di immagini che hanno raccontato i risultati dell’EduGame EllePì 2018, realizzato per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Offida, nonché dei  manufatti realizzati dai bambini della scuola primaria durante le giornate del laboratorio ARTLAB – Arte e Lavoro per i bambini realizzato a Offida e Roma nell’estate scorsa, iniziative nelle quali hanno giocato e riflettuto sugli atteggiamenti che hanno e sulle aspettative che ripongono nei confronti dei robot.  

I lavori seminariali sono ripresi, poi, con l’intervento “Una nuova generazione alle porte: Generazione Zeta”, nel quale le professoresse Silvia Profili, dell’Università Europea di Roma e Alessia Sammarra, dell’Università dell’Aquila, hanno presentato i risultati preliminari di una ricerca condotta dalla Fondazione Lavoroperlapersona su un campione di circa 1200 ragazzi appartenenti alla Generazione Zeta, nati tra il 2000 e il 2010. La ricerca ha evidenziato, contrariamente a quanto spesso si racconta, come i giovani diano grande importanza al lavoro (il 59% si aspetta infatti che il lavoro avrà un ruolo centrale nella loro vita), evidenziando anche i principali driver motivazionali al lavoro che sono legati alla sicurezza e alle ricompense estrinseche. Risultati che hanno suscitato molto interesse e che meritano di essere approfonditi e discussi non appena la ricerca sarà conclusa.

Il secondo tema trattato ha riguardato il mondo dell’informazione: a illustrarne le principali questioni è stato Franco Elisei, presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche. Nel suo intervento, Elisei ha posto l’attenzione sulla velocità e sulla immediatezza che oggi contraddistingue il mondo dell’informazione, caratteristiche che, proprio per questo, richiederanno un intervento maggiore dell’uomo per scremare, capire e far comprendere la massa di dati a disposizione. Il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato è intervenuto in chiusura con una lectio magistralis sul tema L’Umanesimo che innova, nel quale ha avuto modo di sottolineare come la tecnologia non dovrà avere come obiettivo rimpiazzare l’uomo, ma aiutarlo nei luoghi di lavoro e nella comprensione più profonda della propria umanità.

In chiusura Gabriele Gabrielli, presidente della Fondazione Lavoroperlapersona, ha fatto proprio l’auspicio, contenuto nel Manifesto sulla robotica realizzato dai ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Offida: «vorremmo che i robot non aumentassero le disuguaglianze tra le persone, vorremmo che i robot non ci togliessero la gioia di fare le cose. Vorremmo che i robot ci lasciassero la libertà di essere imperfetti, perché essere imperfetti è bello». Le domande poste durante i lavori seminariali continueranno ad essere approfondite perché la portata delle implicazioni della Quarta Rivoluzione Industriale non è ancora nitida. L’obiettivo è comprendere come valorizzare le nuove possibilità offerte dall’innovazione senza restare vittime della “tecnica” per coltivare l’umano nell’economia e nel lavoro.

 

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