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	<title>tecnologia &#8211; Lavoroperlapersona</title>
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	<description>Il lavoro è espressione della persona</description>
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		<title>News EllePì &#8211; 3a giornata di Seminario: il futuro del lavoro visto dai giovani, l&#8217;informazione oggi e l&#8217;Umanesimo ; il mix da cui ripartire</title>
		<link>https://www.lavoroperlapersona.it/2018/09/16/terza-giornata-seminario-il-futuro-del-lavoro-visto-dai-giovani-linformazione-oggi-e-lumanesimo-il-mix-da-cui-ripartire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Tintino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2018 15:40:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I giovani di oggi come vedono il loro futuro nel mondo del lavoro? L&#8217;informazione, unita alle tecnologie di oggi, è ancora al servizio del cittadino? L&#8217;Umanesimo è ancora attuale e può combinarsi con i continui mutamenti del mondo del lavoro? Esiste un&#8217;integrazione tra lato umano e innovazione tecnologica senza che quest&#8217;ultima sostituisca la persona? Queste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I giovani di oggi come vedono il loro futuro nel mondo del lavoro? L&#8217;informazione, unita alle tecnologie di oggi, è ancora al servizio del cittadino? L&#8217;Umanesimo è ancora attuale e può combinarsi con i continui mutamenti del mondo del lavoro? Esiste un&#8217;integrazione tra lato umano e innovazione tecnologica senza che quest&#8217;ultima sostituisca la persona? Queste sono alcune delle domande che hanno caratterizzato la terza e ultima giornata della 6^ edizione del Seminario <strong>&#8220;Persona, Lavoro e Innovazione: con o contro l&#8217;economia dei robot?&#8221;</strong> di Offida, organizzato dalla Fondazione Lavoro per la Persona.</p>
<p><strong>I disegni degli studenti di Offida in mostra</strong></p>
<p>La giornata si è aperta con la visita alla ex Chiesa di San Michele in cui è stato possibile ammirare dei capolavori realizzati dagli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Offida sul tema &#8220;<strong>Lavoro e innovazione: lo sguardo dei più piccoli</strong>&#8220;. In mostra sono stati esposti i lavori di ArtLaB (Arte e Lavoro per Bambini) e EllePì Edugame 2018, in cui gli alunni hanno disegnato il concetto di lavoro espresso dal loro punto di vista, specialmente nel rapporto tra bambini e robot.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18465" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2018/09/ARTLAB-Offida-2018-300x225.jpe" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il lavoro visto dai giovani della Generazione Zeta</strong></p>
<p>La prima tematica affrontata è stata &#8220;Una nuova generazione alle porte: Generazione Zeta. Valori, motivazioni  atteggiamenti verso il lavoro e l&#8217;innovazione&#8221;: le professoresse <strong>Silvia Profili</strong> dell&#8217;Università Europea di Roma e <strong>Alessia Sammarra</strong> dell&#8217;Università de L&#8217;Aquila hanno presentato i risultati di una ricerca condotta su un campione di 1200 ragazzi che appartengono alla <strong>Generazione Zeta</strong>, ovvero quella di chi è nato tra il 1996 e il 2010, in riferimento al loro futuro rapporto con il mondo del lavoro. Si tratta della generazione dei nativi digitali, di chi ha il web e Internet come naturale contesto quotidiano. L&#8217;indagine ha riguardato studenti di età compresa tra i 18 e i 19 anni e dall&#8217;ampia gamma di studi, a partire dal settore scientifico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18466" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2018/09/Profili-Sammarra-Offida-2018-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&#8220;I risultati della ricerca sono molto interessanti: l&#8217;86% di loro dà molta importanza alla <strong>sicurezza</strong> come valore primario, dato che si tratta di una generazione che ha ben poche certezze&#8221;, ha spiegato la professoressa Profili. &#8220;Non va sottovalutato però che molti di loro ritengono sia necessario avere anche un equilibrio tra lavoro e vita privata&#8221;, ha aggiunto. I giovani di oggi non hanno voglia di lavorare? Non è affatto così, secondo la ricerca condotta dalle due professoresse , in quanto il 55% di loro afferma che lavorerebbe in ogni caso, anche se non dovesse averne il bisogno.  La professoressa Sammarra ha messo in evidenza anche che &#8221; la metà degli intervistati è disposto a trasferirsi pur di cogliere un&#8217;opportunità di lavoro, mentre una delle loro priorità è collegata alla leadership aziendale: vorrebbero che i datori di lavoro avessero molta attenzione nei loro confronti. Il loro pensiero relativo all&#8217;innovazione tecnologica è chiaro: sì alla creazione di nuovi posti di lavoro sfruttando le potenzialità dei nuovi mezzi, ma si sentirebbero a disagio nel lavorare fianco a fianco o nel fare dei colloqui di lavoro con dei robot&#8221;, ha sottolineato.</p>
<p><strong>L&#8217;innovazione al servizio del cittadino: l&#8217;esempio del mondo dell&#8217;informazione</strong></p>
<p>Il secondo tema trattato ha riguardato invece il mondo dell&#8217;informazione all&#8217;interno del contesto attuale, dominato dalle nuove tecnologie e dalle continue innovazioni, come ad esempio nel caso dei social network. A spiegarlo è stato <strong>Franco Elisei,</strong> presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti delle Marche. &#8220;L&#8217;innovazione tecnologica nel campo dell’informazione ha portato a una rivoluzione: oggi infatti non si parla più di giornalismo, ma di &#8216;<strong>giornalismi</strong>&#8216;. La priorità è sempre più quella di avere e pubblicare una notizia in anticipo rispetto ai concorrenti, ma spesso questo va a compromettere la qualità dell&#8217;informazione che si trasmette&#8221;, ha spiegato Elisei.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18467" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2018/09/Elisei-Offida-2018-300x225.jpe" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Oggi viviamo nell&#8217;epoca del <em>citizen journalism</em>, in cui ogni utente può produrre e diffondere contenuti grazie ai social network. &#8220;I vantaggi sono legati alla multimedialità e alla possibilità di interazione tra chi diffonde e chi usufruisce dell&#8217;informazione; al tempo stesso però emerge il problema dell&#8217;attendibilità, della verificabilità delle notizie&#8221;, ha sottolineato Elisei. Un classico esempio sono le <strong><em>fake news</em></strong>, meglio conosciute come &#8220;bufale&#8221;: si tratta di notizie false, inventate, che però sono molto difficili da &#8220;combattere&#8221;. &#8220;La verifica dell&#8217;attendibilità di una notizia non è semplice, anche pensando al caso delle &#8216;<strong>post &#8211; verità</strong>&#8216;, cioè notizie che vanno a colpire il lato emotivo degli utenti e per questo molto efficaci&#8221;, ha detto il presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti regionale. &#8220;Ecco quindi che è necessario avere dei professionisti dell&#8217;informazione che ne certifichino la qualità. Questa oggi è la responsabilità più grande per un giornalista&#8221;, ha concluso.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;Umanesimo che innova&#8221;: la lectio magistralis del rettore Francesco Adornato</strong></p>
<p>Il Rettore dell&#8217;Università di Macerata Francesco Adornato è intervenuto per una <em>lectio magistralis</em> sul tema &#8220;L&#8217;Umanesimo che innova&#8221;: &#8220;L&#8217;Umanesimo tiene insieme i diversi punti di vista, semplifica la complessità. <strong>Il sapere umanistico ha familiarità con la vita</strong>&#8220;, è stata la sua introduzione. Adornato ha poi spiegato che l’innovazione tecnologica accelera il campo dell’umano e che esiste una visione plurale dei processi innovativi. &#8220;La terza rivoluzione industriale sta arrivando alla fine e andiamo verso l’<strong>Industria 4.0</strong>, con il ruolo determinante della tecnologia, si tratta cioè di una sfida culturale e non solo tecnologica. <strong>La tecnologia non dovrà rimpiazzare l’uomo ma aiutarlo nei luoghi di lavoro</strong>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18468" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2018/09/Adornato-Offida-2018-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>No alle chiusure e al rifiuto categorico, perché ogni giorno &#8220;abbiamo bisogno di contaminarci, dato che <strong>il passato è la memoria del futuro</strong>&#8220;, ha evidenziato. La sua conclusione è stata piena di significato, nel passaggio in cui ha affermato che &#8220;l’Umanesimo è tornato attuale, come molto attuale è anche il problema della condizione umana. Un rapporto tra passato e futuro: per l’uomo è fondamentale saper anticipare il futuro&#8221;, ha spiegato il Rettore dell&#8217;ateneo maceratese che prima di concludere la sua <em>lectio magistralis</em> ha citato anche il filosofo tedesco Carl Schmitt parlando di come “la paura umana del nuovo spesso è grande quanto quella del vuoto. Molti vedono disordine privo di senso ma in realtà un nuovo senso lotta per il suo ordinamento. Nulla è ostile all’uomo, dato che anche nella lotta più accanita nascono giuste misure e sensate proporzioni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gabriele Gabrielli (Presidente Fondazione): &#8220;Grazie a tutti, sempre aperti a nuove domande&#8221;</strong></p>
<p>La tre giorni si è chiusa con l&#8217;intervento di <strong>Gabriele Gabrielli</strong>, presidente della Fondazione Lavoro per la Persona che ha ringraziato l&#8217;Amministrazione comunale di Offida, il sindaco <strong>Valerio Lucciarini De Vincenzi</strong>, i relatori, il team di accoglienza, la giornalista del Gruppo Sole 24 Ore <strong>Maria Cristina Origlia</strong> che ha condotto la tavola rotonda del sabato, oltre a <strong>Francesca Zaccaro</strong> e <strong>Giorgio Tintino</strong> per l&#8217;organizzazione del seminario.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18469" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2018/09/Gabrielli-Offida-2018-300x225.jpe" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&#8220;Chiudo con emozione queste tre giornate. È stato un seminario di domande arricchite da molti interventi, sempre aperti a nuovi aspetti. La distribuzione della ricchezza, legata dalle innovazioni tecnologiche non avviene nel modo in cui i bambini di ArtLaB pensano al concetto di uguaglianza. Il mondo infatti continua a spaccarsi tra chi sta sempre meglio e chi rischia di non stare bene&#8221;, ha detto Gabrielli.</p>
<p>Il riferimento ai bellissimi disegni realizzati dai ragazzi è chiaro, ed è spiegato con parole molto efficaci: “Vorremmo che i robot non aumentino le disuguaglianze tra le persone, vorremmo che i robot non ci tolgano la gioia di fare le cose, <strong>vorremmo che i robot ci lascino liberi di essere imperfetti, perché essere imperfetti è bello</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>News EllePì &#8211; 2a giornata Seminario: Intelligenza artificiale e creatività umana, il connubio vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Tintino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 21:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non un futuro alla &#8220;Blade Runner&#8221; in cui i robot prendono il sopravvento sull’umanità ma un domani in cui uomini e macchine collaborano in maniera proficua è lo scenario delineato nella seconda giornata del seminario &#8220;Persone, Lavoro, Innovazione: con o contro l&#8217;economia dei robot?&#8221;. A tracciarne i contorni chi i robot li studia, li progetta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non un futuro alla <strong>&#8220;Blade Runner&#8221;</strong> in cui i robot prendono il sopravvento sull’umanità ma un domani in cui uomini e macchine collaborano in maniera proficua è lo scenario delineato nella seconda giornata del seminario <strong>&#8220;Persone, Lavoro, Innovazione: con o contro l&#8217;economia dei robot?&#8221;</strong>.<br />
A tracciarne i contorni chi i robot li studia, li progetta o li usa in settori e per scopi diversi. Ingegneri, economisti, accademici, imprenditori si sono alternati sul palco offrendo spunti interessanti e ponendo interrogativi spesso dalla non facile risposta, almeno nell’immediato.</p>
<p><strong>I Sessione: &#8220;Digital transformation e intelligenza artificiale: le frontiere dell&#8217;innovazione&#8221;</strong><br />
Ad aprire la prima sessione, “Digital transformation e intelligenza artificiale: le frontiere dell’innovazione”, il Rettore dell’Università Luiss Guido Carli, <strong>Andrea Prencipe</strong>, che ha sottolineato come la formazione accademica, anche quella tecnologica, debba essere sempre interdisciplinare per far sì che i giovani non siano semplicemente abili conoscitori delle tecniche ma dotati di valori aggiunti fondamentali: spirito critico e capacità di interpretare i dati facendo collegamenti e contestualizzando.<br />
Un concetto che trova riscontro pratico in molte realtà imprenditoriali, come quella del gruppo Loccioni, rappresentato a Offida dal suo Direttore Ricerca, <strong>Gino Romiti</strong>, che è intervenuto subito dopo il Rettore. Il gruppo Loccioni è una realtà nata nel lontano 1968 nelle Marche, ma che oggi, mezzo secolo dopo, con installazioni in oltre 40 Paesi del mondo, riesce ancora a essere leader nel settore, grazie a – come ha dichiarato l’Ing. Romiti &#8211; “una strategia che punta a investire non solo sulla tecnologia, ma anche e soprattutto sulla persona”.</p>
<p><strong>II Sessione: &#8220;Intelligenze artificiali e robot: sfide etiche&#8221;</strong><br />
Di etica e delle sfide che essa impone quando si parla di intelligenza artificiale e robot si è discusso, invece, nella seconda sessione. Per <strong>Paolo Benant</strong>i, docente della Pontificia Università Gregoriana, sono quattro i punti su cui focalizzarsi per mettere l’intelligenza artificiale veramente al servizio dell’uomo: rendere i robot dotati di intuizione, far sì che la loro azione sia per noi intellegibile, adattarli all’emotività umana e metterli in condizione di adeguarsi a contesto e circostanze.<br />
“Abbiamo fatto anche riflessioni etiche quando siamo arrivati alla conclusione che un trapianto di mano forse giustifica la terapia chirurgica solo se bilaterale, se unilaterale meglio una macchina robotica”, ha dichiarato <strong>Calogero Maria Oddo</strong>, ricercatore in Biorobotica alla Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa.<br />
L’ingegnere ha posto l’accento sul rinnovato rapporto uomo-robot, in cui la macchina non viene vista più come un nemico che ruba il lavoro all’operaio, ma diviene prezioso aiuto, soprattutto in campo medico, e “attraverso l’ergonomia permette di migliorare la vita quotidiana”.</p>
<p><strong>III Sessione: &#8220;L&#8217;innovazione creerà o distruggerà l&#8217;innovazione?&#8221;</strong><br />
La terza sessione della giornata, invece, incentrata su una domanda oggi ricorrente, ”L’innovazione creerà o distruggerà occupazione?”, ha visto gli interventi di <strong>Francesco Seghezzi</strong>, Direttore della Fondazione ADAPT, e <strong>Nunzio Tartaglia</strong>, Responsabile della divisione Marche-Abruzzo Ubi Banca. “Dipende da noi”, la risposta data da Seghezzi, che ha così argomentato: “molti lavori scompariranno se non ci adopereremo a fare qualcosa, se non saremo capaci di riqualificarci”. L’esempio riportato è quello dell’uomo che nei primi del ‘900 aveva il compito di fare da sveglia umana, sostituito nel tempo da chi progetta e costruisce le sveglie. Sulla stessa linea di pensiero Tartaglia, che ha ricordato come la tecnologia storicamente non abbia mai distrutto l&#8217;occupazione. “Piuttosto ha creato una disoccupazione transitoria, che richiede all’uomo capacità di adattamento. La perdita di lavoro non deve costituire un dramma come lo è oggi, ma abbiamo il dovere di sostenere da diversi punti di vista il lavoratore nella transazione da un’occupazione all’altra”.</p>
<p><strong>IV Sessione: &#8220;Rivoluzione 4.0 e diseguaglianze sociali: quale relazione?&#8221;</strong><br />
Nella quarta sessione della giornata Mauro Gallegati, Professore Ordinario di macroeconomia avanzata all’Università Politecnica delle Marche, e Silvia Pochettino, Fondatrice e CEO di Ong 2.0, si sono concentrati sulle diseguaglianze sociali &#8211; tra nord, sud e centro Italia e nel resto del mondo – che le trasformazioni della rivoluzione 4.0 hanno contribuito a creare e sulle nuove sfide che il mondo dell&#8217;associazionismo si trova ad affrontare tra tecnologia e nuove forme di linguaggio.</p>
<p><strong>V Sessione: &#8220;L&#8217;interazione uomo &#8211; macchina. Come cambierà l&#8217;organizzazione del lavoro?&#8221;</strong><br />
“Quali interrogativi bisogna porsi in fase di progettazione di un robot?”, si è chiesto, invece, <strong>Luca Solari</strong>, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso l’Università degli Studi di Milano. La domanda genera altri interrogativi che restano aperti: la macchina deve fare esattamente quello che le viene ordinato o avere spazi di negazione? E ancora: deve avere sembianze umane o distaccarsene completamente? I rischi in quest’ultimo caso sono molteplici. “Pensiamo a uno sportello automatico che sembra un essere umano e che non funziona. Non saremmo più propensi ad avere reazioni di rabbia?”, ha continuato Solari. Quella del leader del presente e del futuro è un’altra delle questioni affrontate. Il Prof. <strong>Andrea Granelli</strong>, fondatore della società di consulenza “Kenso” che si occupa di innovazione, ha tratteggiato la figura di un manager che per mantenere la sua leadership in una realtà in cui l’interazione con la macchina è inevitabile, deve conservare il suo spirito critico e abbandonare quell’idea naif secondo cui tutto ciò che proviene dal digitale è da accettare come insindacabile e inconfutabile.</p>
<p><strong>Tavola rotonda: &#8220;Spazio e innovazione. Cosa fanno le nostre aziende?&#8221;</strong><br />
Tre rappresentati di realtà imprenditoriali che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica si sono, infine, confrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista del “Sole 24Ore” <strong>Maria Cristina Origlia</strong>. Il giovane ingegnere aeronautico <strong>Simone Kartsiotis</strong> ha così raccontato della sua start up, “DroneBee”, droni e sensori sempre più precisi e affidabili messi al servizio dell’agricoltura. A seguire l’eclettico <strong>Giordano Torresi</strong>, direttore generale dell’azienda marchigiana di calzature di lusso “LaManuelita”, ha presentato il progetto &#8220;LaCalenda&#8221;, con cui cinque anni fa ha deciso di apportare numerose innovazioni tecnologiche come stampanti e scanner 3D alla sua impresa. Una scelta, la sua, nata per esigenze dettate dal mercato, ma poi rivelatasi decisamente vincente.</p>
<p><strong>&#8220;Uomo a vapore&#8221;, in scena il viaggio dell&#8217;essere umano e del suo rapporto con la tecnologia tra passato e futuro </strong><br />
Il connubio creatività, arte e innovazione, emerso come elemento fondamentale in diversi momenti del seminario, ha trovato piena realizzazione nell’ultimo appuntamento della giornata: lo spettacolo “Uomo a Vapore”, ideato e musicato da <strong>Fiorenzo Mengozzi,</strong> con testi di <strong>Roberto Mercadini</strong>, e<strong> </strong>messo in scena al “Teatro Serpente Aureo” di Offida. Un monologo &#8211; inscenato da <strong>Lorenzo Bartolin</strong>i e accompagnato da musica dal vivo &#8211; sull’evoluzione dell’uomo in relazione a vecchie e nuove tecnologie, una riflessione poetica e profonda su un essere a metà tra futuro e passato, cercando di stare in equilibrio. “Come quelli che &#8211; recita l&#8217;attore &#8211; digitando sulla tastiera cercano un corso di calligrafia o che sperano di trovare sui social qualcuno con cui condividere un’amicizia non virtuale”.</p>
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