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	<title>Luigi Alici &#8211; Lavoroperlapersona</title>
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		<title>Luigi Alici, la Speranza tra teologia e storia: &#8220;Una Virtù Sovversiva&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Mascilli Migliorini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 15:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025]]></category>
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					<description><![CDATA[La speranza cristiana non nasce dalla mera antropologia del desiderio umano, ma è una risposta che scaturisce da una teologia della grazia; per questo, non è un sentimento che si fonda su un bisogno o una domanda, ma su una verità che è inconciliabile con qualsiasi forma di egemonia dogmatica. La speranza cristiana, dunque, non [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">La <strong>speranza cristiana</strong> non nasce dalla mera antropologia del desiderio umano, ma è <strong>una risposta che scaturisce da una teologia della grazia</strong>; per questo, non è un sentimento che si fonda su un bisogno o una domanda, ma su<strong> una verità che è inconciliabile con qualsiasi forma di egemonia dogmatica</strong>. La speranza cristiana, dunque, non può rivendicare uno spazio privilegiato nella scena pubblica, proprio perché <strong>essa è una verità che vive nell&#8217;orizzonte del &#8220;non ancora&#8221;</strong>, un luogo dove l&#8217;uomo è chiamato a rispondere a un bene che già lo sovrasta. <strong>Ma come si può trasmettere questa speranza nel mondo laico?</strong> Come possiamo darle un passaggio nelle nostre esistenze quotidiane? La via potrebbe trovarsi nel dialogo tra la speranza cristiana e quella sociale, entrambe accomunate dal destino comune dell&#8217;umanità: la strada su cui insieme si cammina continuando a domandarsi e a domandare. Questi i temi della <em>lectio</em> di Luigi Alici &#8211; professore emerito di Filosofia Morale presso l&#8217;Università di Macerata &#8211; che ha aperto l&#8217;ultima giornata del Film Festival Offida 2025.</p>
<p><span style="font-size: 18pt;"><strong>Il disincanto della speranza</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-34892 alignleft" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0425-300x200.jpg" alt="" width="252" height="168" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0425-300x200.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0425-1024x683.jpg 1024w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0425-768x512.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0425-1536x1024.jpg 1536w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0425-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" />Oggi, la speranza sembra essere una parola svuotata di significato.</strong> Poche persone sono in grado di nutrire speranze in grado di turbare l’ordine stabilito. <strong>La speranza è diventata una speranza moralistica, addomesticata e banalizzata</strong>, incapace di sfidare la realtà e di promettere una salvezza totale, ,e allora cosa possiamo fare di una speranza che non disturba e che non sembra più capace di mutare nulla? Per Alici è come se vivessimo <strong>una speranza &#8220;senza aspettative&#8221;</strong>, che si riduce a un immobilismo privo di futuro. In fondo, il nostro rapporto con la speranza assomiglia molto a quello di un condannato a morte che ha la possibilità di scegliere l&#8217;ultimo pasto: <strong>una speranza che non cambia nulla, che ci lascia ancorati a un presente senza un vero orizzonte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabriel Marcel definisce la speranza come un &#8220;problema e mistero</strong>&#8220;, un mistero che ci sfida a riconoscere l’eccedenza del bene di fronte al trionfo del male. Il professore spiega che quando vediamo il male prevalere, <strong>la speranza cristiana ha il dovere di insorgere: il riconoscimento che, pur di fronte alla sofferenza e alla morte, il bene non può essere annientato.</strong> La speranza cristiana, quindi, non è solo una virtù che si situa nel mezzo, come il coraggio o la giustizia, ma è una virtù che sovverte. È una speranza che non può mai peccare per eccesso, ma solo per difetto. È una speranza che ci spinge a guardare oltre, a non accontentarci di un&#8217;illusoria giustizia, ma a <strong>cercare una redenzione che non dipenda dal nostro potere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La speranza cristiana, quindi, nasce dal disincanto, dalla consapevolezza della superiorità del bene di fronte al male.</strong> È una speranza che non promette facili soluzioni, ma che, al contrario, riconosce il rischio e l&#8217;incertezza dell’esistenza. San Paolo, come la sua discepola Tecla, parlava di una &#8220;grazia eccedente&#8221;, di <strong>un amore che trascende le nostre fragilità e che nessuna forza può annullare.</strong> La speranza cristiana non nasce dal vuoto di un desiderio, ma da un bene che già esiste. Non è una speranza che si fonda su un futuro incerto, ma, come ha detto Alici &#8220;sulla certezza di un amore divino che non ci abbandona mai&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa speranza, tuttavia, avvisa Alici, non può esistere senza un contesto. <strong>La speranza è sempre una realtà relazionale: non può mai essere solo &#8220;Io&#8221;, ma è sempre &#8220;noi&#8221;</strong>. La speranza muore quando viene afflitta dalla &#8220;fase storica&#8221; ed escatologica che <strong>riduce l&#8217;orizzonte umano a unicamente temporale</strong>, limitando le possibilità dell&#8217;uomo a un destino che sembra già segnato. <strong>La nostra cultura, oggi, vive questo tipo di contraddizione: da un lato, l&#8217;autocensura politica</strong> che minaccia di farci dimenticare l&#8217;annuncio della resurrezione, dall&#8217;altro, <strong>la tendenza ad accettare una visione della vita che non considera più la morte come un passaggio</strong>, ma come un punto finale. Viviamo in un mondo che ha smesso di vedere la speranza come un&#8217;aspirazione verso qualcosa che va oltre il nostro presente.</p>
<p><span style="font-size: 18pt;"><strong>La speranza e il &#8220;presentismo&#8221;: tra il marxismo e la gnosi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-34894 alignright" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-200x300.jpg" alt="" width="165" height="248" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-200x300.jpg 200w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-683x1024.jpg 683w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-768x1152.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-1024x1536.jpg 1024w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-1365x2048.jpg 1365w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2025/09/DSC_0537-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 165px) 100vw, 165px" />Il &#8220;presentismo&#8221; è una delle tentazioni più forti del nostro tempo, quella di ridurre il tempo a un solo, eterno presente, come se l&#8217;eternità e la storia fossero in conflitto.</strong> Eppure, come sottolineano filosofi come Bauman, la speranza non può essere disincarnata dal contesto storico. In effetti, negli anni &#8217;60, quando sembravano finire le grandi ideologie e con esse la promessa di un futuro migliore, il tentativo di fermare il tempo post-bellico sembrava promettere un mondo migliore. Ma oggi ci ritroviamo in un contesto simile, anche se più desolato, dove <strong>la lotta per la libertà sembra essersi affievolita, e le organizzazioni che una volta portavano speranza sono ridotte a ombre di ciò che furono.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un autore interessante da questo punto di vista è <strong>Ernst Bloch</strong>, che nel contesto del marxismo ha teorizzato una <strong>&#8220;speranza eretica&#8221;</strong>. Bloch rifiuta la visione di Marx secondo cui la religione sarebbe l&#8217;oppio dei popoli, ma al contrario vede nel cristianesimo un&#8217;utopia che cammina con piedi umani. <strong>L’ontologia del &#8220;non ancora&#8221; è il luogo dove l’impossibile potrebbe realizzarsi.</strong> La speranza è, dunque, un atto di fede storica, che non guarda a un aldilà, ma che si radica nella realtà concreta e quotidiana. In questo, Bloch si fa interprete di <strong>una speranza che è sempre storica, che nasce nel tempo, nella lotta, e che non ha mai una fine definitiva.</strong> Ma come direbbe Simone Weil, &#8220;a noi non è concesso di avanzare in linea verticale, è nella storia che dobbiamo vivere il tirocinio della speranza&#8221;. La speranza non si trova fuori dalla storia, ma in essa, nella libertà di scegliere, di lottare, di resistere.</p>
<p><span style="font-size: 18pt;"><strong>La speranza come responsabilità sociale</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La pandemia, infine, ha accentuato la divisione tra libertà individuali e responsabilità pubbliche</strong>, un conflitto che ha aperto la strada a un nuovo colonialismo tecnologico. <strong>I politici, invece di offrire speranza, sembrano incapaci di immaginare un futuro migliore, mentre le disuguaglianze crescono e la libertà sembra un&#8217;illusione.</strong> Ma la speranza non può essere solo una reazione a una condizione di ingiustizia: <strong>deve partire dal riconoscimento del bene e della persona, dal senso di responsabilità che nasce dalla nostra relazione con gli altri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, la speranza cristiana può anche essere vista come una risposta al senso di morte che sembra affliggere il nostro mondo. Come scrive Von Balthasar, <strong>la speranza cristiana inizia là dove non c&#8217;è più speranza</strong>, nel buio della morte, e si estende, trasformandosi in solidarietà, in una speranza che va prima di tutto a favore delle vittime, degli oppressi, di chi non ha voce. <strong>La speranza, dunque, chiude il professore Alici, &#8220;è una virtù sovversiva&#8221;.</strong> &#8220;Non è mai banale, non è mai semplice, ma è sempre un segno di resistenza&#8221;, continua. In un mondo che sembra sempre più disincantato e privo di visioni future, la speranza è la luce che non smette di brillare, anche nelle tenebre. È un respiro che dà vita a ogni persona, e la fiducia in essa è l&#8217;ossigeno che permette all&#8217;umanità di sopravvivere, di rialzarsi, di lottare. <strong>E forse, in questo dialogo tra fede e storia, tra speranza cristiana e speranza umana, si gioca una parte fondamentale del nostro destino.</strong></p>


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<p></p>
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		<title>Blog EllePì &#8211; Successo a Offida per la sesta edizione della Summer School</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Asmae Dachan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2019 08:47:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa a Offida la sesta edizione della Summer School per giovani ricercatori dedicata ai beni relazionali, organizzata dalla Fondazione Lavoroperlapersona che si è svolta, come di consueto, all’interno della sede-museo dedicata al maestro scultore Aldo Sergiacomi.La Summer School, diretta da Luigi Alici, professore ordinario di Filosofia morale presso il Dipartimento di Studi Umanistici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa a <strong>Offida</strong> la sesta edizione della <strong>Summer School</strong> per giovani ricercatori dedicata ai beni relazionali, organizzata dalla <strong>Fondazione Lavoroperlapersona</strong> che si è svolta, come di consueto, all’interno della sede-museo dedicata al maestro scultore <strong>Aldo Sergiacomi</strong>.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-23491 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86868443878056270623128.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86868443878056270623128.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86868443878056270623128-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86868443878056270623128-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86868443878056270623128-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" />La Summer School, diretta da <strong>Luigi Alici,</strong> professore ordinario di Filosofia morale presso il Dipartimento di Studi Umanistici e direttore della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” dell’Università di Macerata, “è un’iniziativa coraggiosa che sta dando molti frutti”, commenta <strong>Gabriele Gabrielli</strong>, presidente della Fondazione. “Oltre 80 ricercatori in questi anni l’hanno frequentata facendo esperienza concreta di un luogo speciale che crea beni relazionali come l’amicizia e la fiducia”, aggiunge Gabrielli che già pensa alla nuova edizione del 2020.<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23487 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84832893634733810465416.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84832893634733810465416.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84832893634733810465416-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84832893634733810465416-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84832893634733810465416-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" />L’iniziativa ha richiamato, dal <strong>24 al 27 giugno,</strong> dieci giovani dottorandi e ricercatori provenienti da diversi atenei italiani, che si sono confrontati sul tema del &#8220;<strong>Consegnare. Il circolo generativo della restituzione</strong>&#8220;. Di grande prestigio la rosa dei relatori di fama internazionale che sono intervenuti a Offida: <strong>Stefano Zamagni</strong>, presidente del Comitato Scientifico della Scuola Superiore di Politiche per la Salute della Università di Bologna e della Fondazione Italia per il Dono e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali; <strong>Michele Nicoletti</strong>, professore ordinario di Filosofica Politica presso l’Università degli studi di Trento, membro del Comitato Scientifico della FEPS (Foundation for European Progressive Studies) e coordinatore del Gruppo sui Diritti umani del CESPI (Centro Studi di Politica Internazionale). Già presidente del Consiglio d’Europa, collabora con il CEAN &#8211; Council of Europe Academic Networking; <strong>Elena Granata</strong>, professore Associato di Urbanistica al Politecnico di Milano. Tra i suoi libri più recenti: Biodivercity. Città aperte, creative e sostenibili che cambiano il mondo (Giunti, 2019); <strong>Francesco Stoppa:</strong> analista membro della Scuola di psicoanalisi dei Forum del Campo lacaniano, docente dell’Istituto ICLeS per la formazione degli psicoterapeuti e presso la Scuola di Filosofia di Trieste, consulente presso servizi pubblici e cooperative sociali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia; <strong>Sandro Calvani</strong>, docente di Politiche dello sviluppo presso la Webster University a Bangkok, direttore dell’ UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute); rappresentante dell’ UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) in Asia-Pacifico, Colombia, Bolivia e Caraibi e presso le istituzioni dell’Unione Europea.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23494" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86768602649785685177345.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86768602649785685177345.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86768602649785685177345-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86768602649785685177345-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86768602649785685177345-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23495" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86922998154369183767822.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86922998154369183767822.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86922998154369183767822-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86922998154369183767822-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86922998154369183767822-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23496 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85361581717293854027312.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85361581717293854027312.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85361581717293854027312-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85361581717293854027312-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85361581717293854027312-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23488 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84007849501358888549674.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84007849501358888549674.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84007849501358888549674-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84007849501358888549674-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84007849501358888549674-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" />Ogni giornata prevedeva un momento di formazione e ascolto e uno successivo di dibattito e confronto di gruppo, da cui sono emerse alcune parole chiave come responsabilità, cura, rigenerazione, scambio intergenerazionale, futuro, emancipazione. Parole su cui i ricercatori continueranno a lavorare nel corso del proprio percorso formativo e professionale e che caratterizzano l’impegno culturale stesso della Fondazione. Grande la soddisfazione della direzione scientifica, dei tutor <strong>Luca Alici e Silvia Pierosara,</strong> docenti rispettivamente dell’università di Perugia e di Macerata, e della Fondazione Lavoroperlapersona per questo evento culturale di grande spessore, ospitato dal borgo di Offida, per un’immersione nella sua storia, arte e tradizioni.<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23489 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84762549964350997790823.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84762549964350997790823.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84762549964350997790823-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84762549964350997790823-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_84762549964350997790823-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" />Offida è diventata per quattro giorni sede di dibattiti importanti, ma si è anche mostrata in tutta la sua bellezza a relatori e corsisti, che hanno visitato la piazza centrale, il <strong>Teatro Serpente Aureo, l’ex chiesa di San Michele</strong> che, proprio grazie alla Fondazione Lavoroperlapersona, ha riacquistato vita diventando sede del progetto <strong>FuturoAnteriore</strong>, un centro di ricerca e confronto intergenerazionale, e infine la chiesa di <strong>Santa Maria della Rocca</strong>. Non sono mancati anche spazi di scoperta enogastronomica, con una degustazione nelle storiche cantine <strong>Ciù Ciù</strong> e un viaggio culinario tra i piatti dell’<strong>Osteria Ophis</strong>, che ha deliziato docenti e corsisti con il suo fiore all’occhiello, il cornetto e cappuccino salati.<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23490 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_88032064135144786478919.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_88032064135144786478919.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_88032064135144786478919-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_88032064135144786478919-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_88032064135144786478919-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23492 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86068107127697321493506.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86068107127697321493506.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86068107127697321493506-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86068107127697321493506-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_86068107127697321493506-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23493 alignnone size-full" src="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85874806032848773404031.jpg" width="3000" height="1993" srcset="https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85874806032848773404031.jpg 3000w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85874806032848773404031-300x199.jpg 300w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85874806032848773404031-768x510.jpg 768w, https://www.lavoroperlapersona.it/wp-content/uploads/2019/06/dsc_85874806032848773404031-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /></p>
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