XII EDIZIONE PRIMAVERAC | Piazze e campanili. Ambienti millenari per nuove alleanze

24 Mar XII EDIZIONE PRIMAVERAC | Piazze e campanili. Ambienti millenari per nuove alleanze

PRIMAVERAC 2017 | XII edizione dal 28 al 31 marzo

“Piazze e campanili. Ambienti millenari per nuove alleanze”

 

La dodicesima edizione della PRIMAVERAC 2017, patrocinata anche dalla Fondazione Lavoroperlapersona, si svolgerà dal 28 al 31 marzo e Da sempre luoghi di discussione, di confronto, di trasmissione delle esperienze e delle tradizioni più diverse, le nostre città si sono trasformate in luoghi del vivente piuttosto che del vissuto: completamente schiacciate sull’orizzonte temporale presente. Eppure le città sono la parte di mondo a cui l’uomo dà forma in prima persona e, in qualche modo, progettare quale tipo di città vogliamo indica quale tipo di persone vogliamo provare a essere, quali rapporti sociali intendiamo alimentare e sostenere.

All’ombra dei campanili e intorno alle piazze si sono sviluppate e sono cresciute tutte le nostre città sia dal punto di vista urbanistico che da quello dell’organizzazione della polis e, di conseguenza, della costruzione della convivenza delle persone che la abitano; oggi sembrano essere diventati luoghi alternativi sempre meno capaci di individuare parole comuni e terre di mezzo da abitare insieme.

E proprio perché sono coinvolti concetti come convivenza e bene comune, la proposta della PrimaverAC di quest’anno non poteva che partire parlando di fiducia. La fiducia è qualcosa di molto speciale che rimane sottotraccia quando presente, ma che rende decisamente visibile il momento in cui viene a mancare; è lo strumento con cui poter intrecciare il “qui ed ora”, la concretezza del reale, con il “domani”, con una progettualità a lungo termine che altrimenti non avrebbe i presupposti nemmeno per essere pensata. 

Sarà Luca Alici, docente di Filosofia Politica all’Università di Perugia, a proporre una riflessione, martedì 28 marzo alle 18.30 (sede diocesana di Azione Cattolica), sul Rischio della Fiducia, per far fiorire o appassire la vita. La fiducia è uno dei motori fondamentali per le relazioni umane e, in particolare, per relazioni umane generative, in grado, cioè, di andare avanti, di muoversi creando qualcosa di nuovo, segnando un cambiamento che aiuti a migliorare le condizioni di vita di tutti e di cui tutti devono ritenersi responsabili.

Giorgio Mangani, esperto di geografia culturale e di beni culturali, giovedì 30 marzo alle 18.30 presso la sede diocesana di Azione Cattolica in piazza della Repubblica, indicherà Il valore della cultura locale nella società globale. «Il luogo è oggi al centro di numerosi conflitti – spiega Mangani. –  La divisione geografica del lavoro che produce delocalizzazione produttiva crea instabilità economica. La perdita della coltivazione della memoria storica, tradizionalmente affidata al paesaggio e del patrimonio culturale, trasforma i luoghi in spazi anonimi e in “non luoghi”. Un nuovo centralismo politico, connesso alla crisi economica e al ritorno dei nazionalismi, a loro volta connessi con la “insovranità” degli stati (cioè la perdita di potere della politica rispetto alle dinamiche globali) riduce la discrezionalità locale proprio nel momento in cui esso è al centro di tensioni come la precarietà, la perdita dei servizi, le tensioni della multiculturalità. La cultura dello sviluppo locale cerca faticosamente risposte in un campo di tensione come il luogo mai tanto importante quanto oggi.»

L’ultimo passaggio dell’edizione 2017 della PrimaverAC sarà affidato a Vincenzo Romeo, giornalista e scrittore di Rai Due, vaticanista, che venerdì 31 marzo alle 21.15 presso la Biblioteca La Fornace di Moie proverà a raccontare come seguire Papa Francesco lungo la strada della Chiesa in uscita, una Chiesa capace di dialogare con l’umanità di questo tempo e attenta alle sue fragilità. Un dialogo che Papa Francesco tratteggia nei suoi scritti secondo fasi precise: dare tempo sufficiente affinché i nostri interlocutori possano esprimere tutto quello che hanno bisogno di esprimere, avere ampiezza mentale per non rinchiudersi con ossessioni su poche idee e flessibilità per poter modificare o completare le proprie opinioni e infine, ovviamente, avere qualcosa da dire. Nel pomeriggio il giornalista Romeo incontrerà gli studenti del Liceo Scientifico di Jesi e guiderà una conversazione sul tema “Vivere è comunicare?”.

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