Seconda giornata Seminario: Intelligenza artificiale e creatività umana, il connubio vincente

Seconda giornata Seminario: Intelligenza artificiale e creatività umana, il connubio vincente

Non un futuro alla “Blade Runner” in cui i robot prendono il sopravvento sull’umanità ma un domani in cui uomini e macchine collaborano in maniera proficua è lo scenario delineato nella seconda giornata del seminario “Persone, Lavoro, Innovazione: con o contro l’economia dei robot?”.
A tracciarne i contorni chi i robot li studia, li progetta o li usa in settori e per scopi diversi. Ingegneri, economisti, accademici, imprenditori si sono alternati sul palco offrendo spunti interessanti e ponendo interrogativi spesso dalla non facile risposta, almeno nell’immediato.

I Sessione: “Digital transformation e intelligenza artificiale: le frontiere dell’innovazione”
Ad aprire la prima sessione, “Digital transformation e intelligenza artificiale: le frontiere dell’innovazione”, il Rettore dell’Università Luiss Guido Carli, Andrea Prencipe, che ha sottolineato come la formazione accademica, anche quella tecnologica, debba essere sempre interdisciplinare per far sì che i giovani non siano semplicemente abili conoscitori delle tecniche ma dotati di valori aggiunti fondamentali: spirito critico e capacità di interpretare i dati facendo collegamenti e contestualizzando.
Un concetto che trova riscontro pratico in molte realtà imprenditoriali, come quella del gruppo Loccioni, rappresentato a Offida dal suo Direttore Ricerca, Gino Romiti, che è intervenuto subito dopo il Rettore. Il gruppo Loccioni è una realtà nata nel lontano 1968 nelle Marche, ma che oggi, mezzo secolo dopo, con installazioni in oltre 40 Paesi del mondo, riesce ancora a essere leader nel settore, grazie a – come ha dichiarato l’Ing. Romiti – “una strategia che punta a investire non solo sulla tecnologia, ma anche e soprattutto sulla persona”.

II Sessione: “Intelligenze artificiali e robot: sfide etiche”
Di etica e delle sfide che essa impone quando si parla di intelligenza artificiale e robot si è discusso, invece, nella seconda sessione. Per Paolo Benanti, docente della Pontificia Università Gregoriana, sono quattro i punti su cui focalizzarsi per mettere l’intelligenza artificiale veramente al servizio dell’uomo: rendere i robot dotati di intuizione, far sì che la loro azione sia per noi intellegibile, adattarli all’emotività umana e metterli in condizione di adeguarsi a contesto e circostanze.
“Abbiamo fatto anche riflessioni etiche quando siamo arrivati alla conclusione che un trapianto di mano forse giustifica la terapia chirurgica solo se bilaterale, se unilaterale meglio una macchina robotica”, ha dichiarato Calogero Maria Oddo, ricercatore in Biorobotica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
L’ingegnere ha posto l’accento sul rinnovato rapporto uomo-robot, in cui la macchina non viene vista più come un nemico che ruba il lavoro all’operaio, ma diviene prezioso aiuto, soprattutto in campo medico, e “attraverso l’ergonomia permette di migliorare la vita quotidiana”.

III Sessione: “L’innovazione creerà o distruggerà l’innovazione?”
La terza sessione della giornata, invece, incentrata su una domanda oggi ricorrente, ”L’innovazione creerà o distruggerà occupazione?”, ha visto gli interventi di Francesco Seghezzi, Direttore della Fondazione ADAPT, e Nunzio Tartaglia, Responsabile della divisione Marche-Abruzzo Ubi Banca. “Dipende da noi”, la risposta data da Seghezzi, che ha così argomentato: “molti lavori scompariranno se non ci adopereremo a fare qualcosa, se non saremo capaci di riqualificarci”. L’esempio riportato è quello dell’uomo che nei primi del ‘900 aveva il compito di fare da sveglia umana, sostituito nel tempo da chi progetta e costruisce le sveglie. Sulla stessa linea di pensiero Tartaglia, che ha ricordato come la tecnologia storicamente non abbia mai distrutto l’occupazione. “Piuttosto ha creato una disoccupazione transitoria, che richiede all’uomo capacità di adattamento. La perdita di lavoro non deve costituire un dramma come lo è oggi, ma abbiamo il dovere di sostenere da diversi punti di vista il lavoratore nella transazione da un’occupazione all’altra”.

IV Sessione: “Rivoluzione 4.0 e diseguaglianze sociali: quale relazione?”
Nella quarta sessione della giornata Mauro Gallegati, Professore Ordinario di macroeconomia avanzata all’Università Politecnica delle Marche, e Silvia Pochettino, Fondatrice e CEO di Ong 2.0, si sono concentrati sulle diseguaglianze sociali – tra nord, sud e centro Italia e nel resto del mondo – che le trasformazioni della rivoluzione 4.0 hanno contribuito a creare e sulle nuove sfide che il mondo dell’associazionismo si trova ad affrontare tra tecnologia e nuove forme di linguaggio.

V Sessione: “L’interazione uomo – macchina. Come cambierà l’organizzazione del lavoro?”
“Quali interrogativi bisogna porsi in fase di progettazione di un robot?”, si è chiesto, invece, Luca Solari, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso l’Università degli Studi di Milano. La domanda genera altri interrogativi che restano aperti: la macchina deve fare esattamente quello che le viene ordinato o avere spazi di negazione? E ancora: deve avere sembianze umane o distaccarsene completamente? I rischi in quest’ultimo caso sono molteplici. “Pensiamo a uno sportello automatico che sembra un essere umano e che non funziona. Non saremmo più propensi ad avere reazioni di rabbia?”, ha continuato Solari. Quella del leader del presente e del futuro è un’altra delle questioni affrontate. Il Prof. Andrea Granelli, fondatore della società di consulenza “Kenso” che si occupa di innovazione, ha tratteggiato la figura di un manager che per mantenere la sua leadership in una realtà in cui l’interazione con la macchina è inevitabile, deve conservare il suo spirito critico e abbandonare quell’idea naif secondo cui tutto ciò che proviene dal digitale è da accettare come insindacabile e inconfutabile.

Tavola rotonda: “Spazio e innovazione. Cosa fanno le nostre aziende?”
Tre rappresentati di realtà imprenditoriali che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica si sono, infine, confrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista del “Sole 24Ore” Maria Cristina Origlia. Il giovane ingegnere aeronautico Simone Kartsiotis ha così raccontato della sua start up, “DroneBee”, droni e sensori sempre più precisi e affidabili messi al servizio dell’agricoltura. A seguire l’eclettico Giordano Torresi, direttore generale dell’azienda marchigiana di calzature di lusso “LaManuelita”, ha presentato il progetto “LaCalenda”, con cui cinque anni fa ha deciso di apportare numerose innovazioni tecnologiche come stampanti e scanner 3D alla sua impresa. Una scelta, la sua, nata per esigenze dettate dal mercato, ma poi rivelatasi decisamente vincente.

“Uomo a vapore”, in scena il viaggio dell’essere umano e del suo rapporto con la tecnologia tra passato e futuro 
Il connubio creatività, arte e innovazione, emerso come elemento fondamentale in diversi momenti del seminario, ha trovato piena realizzazione nell’ultimo appuntamento della giornata: lo spettacolo “Uomo a Vapore”, ideato e musicato da Fiorenzo Mengozzi, con testi di Roberto Mercadini, e messo in scena al “Teatro Serpente Aureo” di Offida. Un monologo – inscenato da Lorenzo Bartolini e accompagnato da musica dal vivo – sull’evoluzione dell’uomo in relazione a vecchie e nuove tecnologie, una riflessione poetica e profonda su un essere a metà tra futuro e passato, cercando di stare in equilibrio. “Come quelli che – recita l’attore – digitando sulla tastiera cercano un corso di calligrafia o che sperano di trovare sui social qualcuno con cui condividere un’amicizia non virtuale”.

No Comments

Post A Comment