Ripensare l’economia coniugando profitto ed etica del bene comune: Incontri EllePì a Bologna

Ripensare l’economia coniugando profitto ed etica del bene comune: Incontri EllePì a Bologna

Venerdì 24 Novembre si è svolto il primo di una serie di Incontri EllePì che, nei prossimi anni, vedrà la Fondazione attiva anche nella città di Bologna. L’appuntamento, dal titolo “Ripensare l’economia tra profitto ed etica del bene comune”, si è svolto presso le Serre dei Giardini Margherita ed è nato per riflettere sulla difficoltà di coniugare profitto ed etica, due termini che sembrano in opposizione sia per colpa dell’opprimente ostilità del paradigma economico e finanziario che tende a sperarli, sia per la miopia di un management troppo spesso impegnato a produrre risultati utili solo a investitori e mercato.

Per questo, la sfida per coloro che vorrebbero giungere ad una economia che possa dirsi davvero “civile”, sta nella creazione di un ecosistema che tenga insieme impresa responsabile e società, per progettare un percorso, anche educativo, per imprenditori e manager che vogliano andare oltre il profitto e produrre benefici per molti, massimizzando il loro impatto positivo verso persone, comunità, territori, ambiente, beni e attività culturali.

La Fondazione Lavoroperlapersona, come introdotto dalla project leader Gaia Corazza, ha così proposto un incontro per comprendere come economia e ‘inter-esse’ possano declinarsi non solo in chiave individualista e opportunistica ma, come successivamente sottolineato dal presidente Gabriele Gabrielli, secondo un modello relazionale di azione generativa, in cui l’impresa possa essere davvero in grado di generare benefici e nuove possibilità per tutti.

Il dibattito è stato aperto dal filosofo Roberto Mancini il quale ha riflettuto sulla manipolazione del linguaggio chespesso conduce a pensare la responsabilità verso gli altri e verso il bene comune come qualcosa di alternativo al profitto. Un vero e proprio paradigma che – basti pensare – squalifica il terzo settore come terzo, appunto, cioè come ultimo dei settori economici rispetto ad altri, più nobili e importanti. Un paradigma, dunque, che si rifiuta di chiamare la “crisi” in cui alberga con il suo nome: fallimento. Fallimento di un sistema economico che –  avendo escluso la persona come fine della sua attività a favore della ricerca del denaro per il denaro – rimane incartato in una vera e propria entropia distruttiva. Il profitto, invece, deve ritornare ad essere strumento per il benessere sociale, pensandolo attraverso la lente della dignità umana e della giustizia, nome plurale della libertà.

Dopo questa introduzione teorica, è stato il turno dell’economista Leonardo Becchetti, il quale ha permesso alla discussione di addentrarsi più in profondità all’interno del discorso economico. Secondo il prof. Becchetti, infatti, la macchina dell’economia ha due ruote gonfie e due sgonfie: le gonfie possono essere rappresentate da quel profitto che produce innovazione e dall’innegabile benessere che, con ciò, viene conquistato dal consumatore; le ruote sgonfie, invece, rappresentano il mancato rispetto della dignità della persona e dell’ambiente, le quali trasformano la marcia dell’economia in un cammino troppo difficile da sopportare. La soluzione sta nel pensare una economia generativa in cui l’uomo non è semplicemente il massimizzatore del profitto ma un cercatore di senso per sé e per la comunità in cui è inserito. Ciò richiede, però, da una parte, che l’imprenditore si occupi non solo di profitto ma anche di impatto e, dall’altra, che il consumatore si faccia parte della soluzione e che “voti con il portafoglio”, premiando le aziende sostenibili che creano valore e promuovono umanità.

Infine, la parola è passata a Gaspare Caliri che ha raccontato la buona pratica di Kilowatt, l’impresa sociale che ha dato vita al recupero delle Serre dei Giardini Margherita. Nata grazie alla volontà di far rinascere uno spazio pubblico da destinare alla comunità, Kilowatt ha creato un innovativo modello di acceleratore di idee ad alto valore sociale ed ambientale, un vero e proprio modello di partnership pubblico-privato sostenibile e innovativo. Lo spazio si costituisce di un coworking, di un asilo nido, di uno spazio eventi, di un orto bio e di un ristorante in cui la gestione viene condivisa e partecipata dalle associazioni che gravitano nel quartiere. Ciò ha dato vita ad un luogo bossless, in cui la gestione delle attività e degli spazi è frutto di una volontà condivisa. Un vero e proprio esempio di società benefit in cui il profit si unisce alla vocazione del non-profit. L’incontro si è poi concluso con un dibattito tra i molti partecipanti, che hanno commentato con interesse i contenuti dell’incontro.

In conclusione, segnaliamo il prossimo appuntamento della Fondazione Lavoroperlapersona in occasione della Premiazione del Premio di Laurea dedicato a Valeria Solesin che si terrà a Roma giovedì 14 Dicembre presso la sede di Viale Romania dell’Università LUISS “Guido Carli” di Roma. 

sdrdavdav

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