Gestire l’inter-esse | V Seminario Interdisciplinare sull’Accoglienza

Gestire l’inter-esse | V Seminario Interdisciplinare sull’Accoglienza

Gestire l’inter-esse

L’alleanza tra impresa responsabile e società civile

 

Il tema

Discutere sul significato della Responsabilità Sociale d’Impresa, in un tempo in cui queste tre parole possono sembrare disgiunte, non è compito facile. L’impresa, infatti, pare aver smarrito la funzione di utilità sociale, persa com’è nei labirinti della finanza globalizzata e delle logiche di un mercato senza volti. Ma ridiscutere il ruolo dell’impresa porta con sé molto altro, a cominciare dalla visione che si ha della società civile e dell’idea di sviluppo e benessere individuale e collettivo.

Teorie e pratiche si affollano e si rincorrono da decenni su questo territorio ambiguo, reso scivoloso da una molteplicità di interessi che sembrano contrapporsi. Chi deve gestirli e come? L’impresa, infatti, è concepita ancora da molti studiosi e operatori come strumento di ricerca della massimizzazione del profitto per gli shareholder, che non riconosce pari dignità ai numerosi soggetti che la vorrebbero invece progetto e nutrimento di molti: comunità e territori, collaboratori e clienti, fornitori e cittadini. Ancora una provocazione, forse, ma che si sta facendo proposta concreta grazie ad alcuni studiosi di teoria economica che concepiscono l’impresa tessitrice di inclusione, amministratrice di beni comuni, nutrimento di legami e comunità, significativa fonte di felicità e di benefici per molti.

Le discussione, che coinvolge naturalmente anche il livello delle public policies, pone numerose domande: l’impresa di affari è una istituzione economica che deve svolgere anche un servizio sociale nel mercato? Il valore creato dall’impresa come e a chi deve essere distribuito? I manager e gli executive hanno doveri fiduciari verso altri soggetti cui devono rendere conto? La legge può avere un ruolo o lo Stato deve limitarsi soltanto a “regolare il traffico” tra i vari contraenti? Cosa suggeriscono le esperienze di quelle “imprese ibride” che stanno provando a contaminare la gratuità di relazioni calde con i collaboratori e l’utilità ineliminabile delle relazioni fredde? Che relazioni ci sono tra corporate social responsibility, i cittadini e la più ampia società civile, tra questa e la responsabilità dei consumi e dei risparmi?

Una possibile via per facilitare la credibilità della responsabilità sociale, espandendone la sua diffusione, può essere anche quella educativa, concentrandosi sul ruolo e sulle responsabilità di executive e manager, sulle competenze necessarie per farsi carico della gestione e composizione dinamica di inter-essi molteplici. Un investimento in questa direzione sarebbe di aiuto perché consentirebbe una fertile scoperta: la consapevolezza dell’interesse come “inter-esse”, un “essere-tra” e, quindi, come bene relazionale. La sfida allora diventa – nella prospettiva manageriale – tessere e ritessere l’inter-esse come attenzione e come cura dinamica al e del bene comune, per costruire un orizzonte di felicità pubblica che includa la dimensione personale degli individui.

Il V Seminario Interdisciplinare sull’Accoglienza si propone di costruire uno spazio di riflessione e di azione a più voci sulla Responsabilità Sociale d’Impresa e sulle altre dimensioni che chiama in causa. Vuole comprenderne più a fondo modelli ed esperienze, ma anche disegnarne i possibili percorsi evolutivi affinché il profitto si trasformi da “dividendo” a “nutrimento” per la società. Un appuntamento per incontrare (e far incontrare) la scienza e l’esperienza dei protagonisti e provocare un dialogo per una visione d’impresa che si fa eredità per molti attorno a un inter-esse che riscopre la dignità e il rispetto della persona nel lavoro, accoglie la diversità che diventa dono per crescere insieme.

La Direzione Scientifica del convegno è affidata al prof. Stefano Zamagni.

Programma V Seminario Interdisciplinare sull'Accoglienza

 

RASSEGNA STAMPA

L’Impresa – n° Luglio/Agosto 2016 >>

 

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