Far fiorire l’umano nell’economia e nel lavoro: le sfide dell’innovazione tecnologica

Far fiorire l’umano nell’economia e nel lavoro: le sfide dell’innovazione tecnologica

L’innovazione tecnologica sta accelerando il progresso in ogni campo dell’umano, ponendo al tempo stesso anche nuove domande che cercano risposte; non sono del tutto chiare, infatti, le implicazioni dell’innovazione con la quale si è aperto uno spazio di dialogo da rendere generativo. La presenza sempre più diffusa di robot e d’intelligenza artificiale, insieme alla progressiva digitalizzazione dell’economia, lasciano vedere performance e capacità elaborative straordinarie assicurate dalla tecnologia. Qualcuno si comincia a interrogare sulla prospettiva di obsolescenza della persona: le macchine potranno davvero escludere l’uomo dal lavoro e dall’economia? Un’inchiesta pubblicata qualche mese fa da un noto quotidiano britannico si domandava: che senso avrà la vita senza il lavoro?

Stiamo vivendo, insomma, una trasformazione ancora da capire nei suoi tratti fondamentali e nella sua portata, mentre ci interpella su quale sia lo spazio che vorremo riservare all’umano e alla sua attività. La tecnologia, infatti, può trasformarsi da “minaccia” in “alleato” della nostra umanità, a patto, però, di dirigerla verso la salvaguardia della dignità della persona, evitando di rincorrere un cieco sviluppo “a tutti i costi”.

La rivoluzione 4.0 e l’economia dei robot, per questo, pongono innanzi tutto una sfida antropologica, prima ancora che economica e organizzativa. Sarà l’occasione per elaborare una nuova declinazione dell’umanesimo, capace di far costruire un lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale? Una scelta che non riguarda i robot e la loro intelligenza, ma il nostro modo di intendere l’uomo e il futuro, il bene comune e lo sviluppo economico della società.

La Fondazione Lavoroperlapersona nel suo primo Incontri EllePì del 2018 – ospitati da Gi Group di Via Nazionale 39 – dedica una riflessione intesa a comprendere meglio i temi, le questioni e le implicazioni della “condizione tecno-umana” nell’epoca dei robot, guidata dalla preoccupazione che la persona possa scomparire tra le maglie di uno sviluppo tecnologico fine a sé stesso e animata dalla ricerca delle condizioni capaci di far fiorire l’umano nell’economia e nel lavoro.

 

Ospiti

 

– Paolo Benanti è docente di Teologia Morale e Bioetica presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha approfondito le tematiche etiche connesse all’innovazione tecnologica con il volume La condizione tecno-umana. Domande di senso nell’era della tecnologia.

 

Roberto Ciccarelli è filosofo, blogger e giornalista. Scrive su Alfabeta, AutAut, Pagina99 e Il Manifesto. Ha pubblicato Forza lavoro. Il lato oscuro della rivoluzione digitale. 

 

 

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