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di Mario Losito Che senso ha festeggiare il primo maggio? Una domanda che ha riecheggiato da più parti nella giornata appena trascorsa. Una giornata, il primo maggio, ‘Per il Lavoro’ in cui è concesso fermarsi a riflettere sul suo vero senso. Trovare la risposta alla domanda non è affare da poco! E non è l’intento naturalmente di queste brevi note. Attraverso il significato profondo di questa giornata, vogliamo spingere a riflettere sul reale valore del lavoro. Forse un po’ traditi dall’orientamento alle cose della società e alle sue trappole, le persone s’interrogano con più fatica sul reale valore del lavoro. Il lavoro.

di Gabriele Gabrielli
Territorio: se ne fa un gran parlare. Politici, amministratori e accademici, soprattutto economisti e imprenditori sottolineano sempre l’importanza di questa straordinaria parola in quello che pensano e dicono. Difficile però assegnarle un significato univoco. Solo il contesto in cui viene utilizzata potrà darci una mano a capirne il senso e le intenzioni di chi l’ha pronunciata. Qualche volta mi è capitato di provare disagio nell’ascoltarla, l’impressione che fosse evocata o scritta come una sorta di lasciapassare, un viatico per legittimare posizioni, proposte, proteste. Quasi per mettere avanti le mani, parandosi così da critiche e obiezioni. Una volta evocato il territorio, non ha bisogno di altre argomentazioni. “Basta la parola”, proclamava lo storico carosello sulla fine degli anni sessanta che promuoveva il confetto Falqui! Qualcuno lo ricorderà.

Intrecciando fragilità e speranza. Cinema e percorsi narrativi sul lavoro intervista a Sergio Di Giorgi A venti giorni dall’inaugurazione della prima edizione del Film Festival Lavoroperlapersona (9-10-11 maggio ad Offida), abbiamo fatto alcune domande a Sergio Di Giorgi, formatore e critico cinematografico, componente della giuria del Festival,...

Innovazione tecnologica e capitale relazionale: in viaggio verso un futuro inclusivo - Spazio EllePì 6-7 dicembre, Roma Territori, Città, Imprese: smart o accoglienti?- 2° Seminario Interdisciplinare sull’Accoglienza. 19-20-21 settembre, Offida (AP) Aldo Sergiacomi in piazza. Cultura e arte a servizio dei cittadini: tesori nascosti d’Offida - 18...

di Vittorio Lannutti La questione delle seconde generazioni è cruciale rispetto alla ridefinizione dell’integrazione nelle società riceventi, nelle quali le popolazioni immigrate sono stabilmente insediate. Quando in un Paese arrivano e/o nascono le seconde generazioni significa che l’immigrazione non è più un fenomeno estemporaneo, ma al contrario è diventato strutturale. Il modo in cui socializzano e soprattutto come vengono percepiti e trattati i giovani di origine straniera sono determinanti per la direzione che prenderà la società ricevente e la sua stessa coesione sociale. L’importanza strategica delle seconde generazioni consiste nel fatto che queste ci stanno dando la possibilità di percepire loro, ma anche noi stessi, all’interno di un sistema di appartenenze multiple ed interdipendenti, cui sottostanno lo scambio, la relazione interculutale, la costruzione dell’appartenenza e dell’integrazione.