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di Lucia Ladowski ladowskiSono giorni di passaggio. Giorni di mancanza, la malinconia che presiede sempre al rigenerarsi della primavera. “Aprile è il più crudele dei mesi, genera/ Lillà da terra morta, confondendo/ Memoria e desiderio, risvegliando/ Le radici sopite con la pioggia della primavera” scriveva Thomas Stearns Eliot. Aprile è davvero il più crudele dei mesi e mi ha atteso, come ogni anno, al varco. In questi giorni di passaggio e di domande, in attesa del mio personale capodanno, mi sono ritrovata a discutere in una stessa sera di un libro “Ciò che inferno non è” di D’Avenia e del finale de “Le città Invisibili” di Calvino. Del primo mi è stato parlato, al secondo ho fatto io riferimento.

di Gabriele Gabrielli
gabrielliNel trambusto che viviamo, quando crollano punti fermi e sostegno, dove possiamo trovare il senso del lavoro? In verità, sarebbe più corretto chiedersi dove si nasconde, perché il lavoro un senso ce l'ha, anzi ne ha molti. Il processo attraverso cui attribuiamo significato al lavoro, infatti, è frutto di una complessa dinamica di interazione reciproca di diversi fattori personali, culturali e sociali che si combinano nello spazio e nel tempo. Il risultato? E' che non tutti guardano al lavoro allo stesso modo. Le persone possono attribuirgli un differente valore, assegnandogli finalità diverse. Non tutti poi vi ripongono le stesse aspettative o vi trovano lo stesso livello di soddisfazione. Sono molte le storie che ascoltiamo come quella di Fabrizio, che ieri mi diceva affranto: "Questo lavoro non mi fa star bene". Perché?, gli chiedo.

di Ilaria Malagrinò malagrinoGenerare Reciprocamente: queste le parole con cui riassumerei l’esperienza fatta ad Offida a luglio nel corso della Summer School. Un’esperienza in cui, almeno personalmente, l’iniziale “fatica” del dialogo, si è mostrata, successivamente, feconda di reciproca crescita umana e intellettuale. Da quei giorni –devo ammetterlo- sono tornata cambiata, poiché ho potuto constatare come solo una reciprocità autenticamente vissuta possa essere generativa contemporaneamente dell’altro e di te stesso. Arrivata il primo giorno completamente “immersa” nella “mia” dimensione, ho “piacevolmente” provato a “tuffarmi” in quella degli altri, in un “cercare insieme” che è stato contemporaneamente interrogare e interrogarsi in prima persona. La curiosità iniziale e la voglia di mettersi alla prova si è tradotta in un cooperare che ha insieme incluso e arricchito le proprie specificità. Non pensavo che questa settimana mi avrebbe dato tanto, e invece….

Generative perspectives for a shared value economy

di Issiaka Zougba zougbaWhen I arrived in Offida and got acquainted with the other participants and the faculty, I knew the experience would prove really exciting. May be because I was aware that the setting and the quality of the interaction was somewhat higher than what I had seen so far in many other workshops and seminaries; or perhaps I was quite concerned that the my linguistic proficiency would not be up to the discussion of such sensitive issues, I spent the first few hours in a kind of mental limbo trying to find some yardsticks. As the sessions went on and we started to discuss arguments about ethics, reciprocity and the new economic paradigms, I started to realize the depth of the ideas and the worth of the cognitive stimulus I was being exposed to.

di Roberta Et tamimi et-tamminiCi sono esperienze nella vita che non avevo programmato e che hanno influenzato la mia strada. Ci sono persone nella vita che hanno dato una svolta al mio cammino. Ci sono parole nella vita che non immaginavo potessero perfino cambiare me stessa. La Summer School della Fondazione “Lavoro per la persona” è stato tutto questo per me.  Aderisco all’iniziativa per il titolo stimolante che viene proposto per l’edizione 2013: “Orizzonti della Fiducia. Percorsi, valori, risorse”. Vengo attratta dalla bellezza di queste parole e dalla curiosità di vedere cosa potesse nascere dall’incontro di una dozzina di ricercatori provenienti da varie aree di studio e desiderosi di discutere di uno stesso tema. Al termine della summer school, dopo cinque giorni, la parola “fiducia” aveva acquisito in me nuovi significati, arricchendomi emotivamente e a livello di conoscenze.

di Franco Amicucci amicucciIl tema del social learning digitale presenta una molteplicità di sfaccettature e piani di discussione, con una complessità che scaturisce dall’altissimo numero di variabili che interagiscono affrontando un tema che mette insieme i tre grandi mondi dell’apprendimento, delle dinamiche dell’interazione sociale dei gruppi e dell’ambiente dei nuovi media. Ne scaturisce un vera e propria “galassia concettuale”, giovane e in continua evoluzione! Scelgo di intervenire consapevole del limite di osservazione e di vissuto che ognuno di noi ha di fronte a questa realtà emergente, ma sempre più centrale nelle pratiche di apprendimento. In questa interazione tra mondi che generano il social learning, il contesto digitale è quello che meno dominiamo in termini teorici, perché ne siamo pienamente immersi, come pesci nell’acqua.